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Incredibili dichiarazioni del ministro Tremonti sull’indagine continua sulle forze di lavoro

Via: www.flcgil.it

Le dichiarazioni del ministro dell’Economia Tremonti all’assemblea annuale della Confcommercio riguardanti l’indagine continua sulle forze di lavoro svolta dall’ ISTAT (l’indagine che fornisce i dati su occupazione e disoccupazione) rivelano un’ignoranza dell’argomento singolare per un ministro dell’economia e professore universitario.

L’indagine continua sulle forze di lavoro FOL è svolta dall’ISTAT utilizzando un campione rappresentativo delle famiglie molto ampio.
Sono i 317 rilevatori altamente professionalizzati che costituiscono la rete di rilevazione FOL (intervistatori distribuiti su tutto il territorio nazionale, assunti con contratti co.co.co. ) che eseguono la prima intervista alle famiglie con la tecnica CAPI (si recano presso l’abitazione per l’intervista, con l’ausilio di un computer). Ad intervalli di tempo successivi le stesse famiglie sono intervistate con la tecnica CATI (intervista telefonica) o con una nuova intervista personale.

Le interviste realizzate ogni anno sono più di 300.000, di cui il 45% ca. con la tecnica CAPI.
Non si comprende quindi come faccia il ministro Tremonti a parlare di un’indagine telefonica su “un campione di 1.000 persone”. La rilevazione ISTAT sulle forze lavoro fornisce dati affidabili, qualificati e attendibili, ed è svolta con procedure e standard definiti da un regolamento europeo.


Proprio nel momento in cui i dati rilasciati all’ISTAT certificano la crisi occupazionale in atto il ministro Tremonti ne mette maldestramente in discussione l’autorevolezza.

Sorprende che ciò avvenga proprio a pochi giorni dalla decisione dell’ISTAT di chiudere l’esperienza della rete di rilevazione FOL, ricorrendo all’esternalizzazione della rete mediante una gara d’appalto con la quale affidare ad una società privata proprio la parte CAPI della rilevazione, con costi elevatissimi (spesa prevista 16 mln di € per 2 anni), con inevitabili ricadute sulla qualità dei dati e l’occupazione, peraltro già molto precaria, dei 317 rilevatori della rete, molti dei quali assunti fin dal momento della sua costituzione (2002). Tutto questo pur di non accogliere la proposta della FLC Cgil d’internalizzare definitivamente la rete, con la costituzione di una struttura interna per la sua gestione e l’ assunzione dei rilevatori.

Il ministro Tremonti, invece di parlare a sproposito d’argomenti di cui dimostra scarsa conoscenza, per garantire all’opinione pubblica e al governo dati ancora più affidabili dovrebbe, insieme al ministro della Funzione Pubblica Brunetta, incoraggiare l’ISTAT ad attuare la soluzione che la FLC Cgil propone da anni.
In questo modo si avrebbe un risparmio per lo Stato e sarebbe garantita la massima qualità dei dati per i cittadini.

Roma, 25 giugno 2009