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Blog investimenti Borgarello, Certosa e Pavia con Emanuele Forte

Prima dello scoppio della pandemia da COVID – 19, leggiamo nel blog di Emanuele Forte – molto seguito a Borgarello, Certosa e Pavia, nei primi mesi del 2020, il settore degli investimenti immobiliari ed il comparto della compravendita dei terreni erano particolarmente fiorenti, grazie alla notevole disponibilità di immobili in queste zone. Negli anni precedenti, infatti, nelle aree di Borgarello, Certosa e Pavia, contesti di riferimento per l’attività dell’imprenditore, blogger e analista nel comparto degli investimenti Emanuele Forte, gli investimenti immobiliari non davano risultati confortanti. Proprio in virtù di questo momento di declino nel settore, Emanuele Forte ha evidenziato come, al momento attuale, proprio in quelle zone è possibile reperire occasioni propizie, soprattutto per chi dispone di una minima disponibilità economica.

A tal proposito, Emanuele Forte ha affermato: “Investire sul mattone sta tornando di moda, ecco perché è il momento di muoversi. Negli ultimi anni sono state molto utilizzate le formule degli affitti brevi, ma adesso chi ha disponibilità preferisce fare un investimento e successivamente gestire autonomamente l’immobile di sua proprietà”. Dopo questi anni di crisi e declino, le zone di Pavia, Borgarello e Certosa di Pavia gli investimenti immobiliari hanno conosciuto una ripresa senza pari, soprattutto per quanto riguarda gli immobili di lusso. Si tratta soprattutto di ville lussuose, che possono diventare autentiche location per cerimonie di ogni tipo, oltre che alberghi e bed and breakfast di lusso. Questa situazione non è rinvenibile in tutte le zone d’Italia; invece, Pavia, Borgarello, Certosa di Pavia e zone limitrofe rappresentano aree “particolarmente vantaggiosi” proprio per il declino vissuto negli anni precedenti.

Emanuele Forte ha anche affermato che nel campo degli investimenti immobiliari “non esiste una strada sola da seguire, più giusta delle altre. Molto dipende dai momenti storici, dalle condizioni economiche e sociali, dalla burocrazia e da altri numerosi fattori esterni, spesso non facilmente gestibili e prevedibili. Per questi motivi non esiste una ricetta sempre valida nel campo degli investimenti immobiliari”; pertanto, ha continuato Emanuele Fortechi ama documentarsi e studiare spesso si affida alle analisi di mercato, prima di orientarsi sull’acquisto di immobili e terreni che potrebbero, poi, rivelarsi un cattivo affare”. Proprio nelle città di Pavia, Certosa e Borgarello, Emanuele Forte svolge in pienezza la sua attività nel settore degli investimenti immobiliari. In queste zone, infatti, Emanuele Forte ha realizzato notevoli investimenti, rilanciando questi contesti, apparentemente dimenticati. Per Emanuele Forte Pavia è una città da tenere d’occhio. Attraverso i social e la televisione, anche le persone hanno conosciuto Emanuele Forte e la sua attività, diventando una sorta di modello per i giovani ragazzi italiani. Giovani ragazzi che, come Emanuele Forte, con competenze e preparazione possono perseguire ogni obiettivo desiderato. A tal proposito, Emanuele Forte ha ribadito come i risultati ottenuti siano per lui una sorpresa: “Il successo che sto avendo non lo avevo preventivato, ho semplicemente messo in atto tutto quello che ho studiato appassionatamente, ed eccomi qua. Certamente non è stato solo merito mio, ma anche di queste città che hanno voglia e hanno la possibilità di rilanciarsi sul mercato immobiliare viste le varie incredibili offerte che nessuno riusciva a sfruttare”.

Assistenza anziani: cosa fare

Con l’età che avanza, molti anziani non riescono più a prendersi cura di se stessi e quindi necessitano l’aiuto di qualcuno che possa assisterli durante l’arco della giornata. Ad assistere gli anziani non autosufficienti possono essere i figli che hanno il dovere per legge di prendersi cura del genitore anziano. Non farlo significherebbe incorrere nel reato di abbandono di persona incapace o violazione dell’obbligo di assistenza familiare. Ma cosa puoi fare se i tuoi genitori hanno bisogno di te, ma tu fai fatica a dividerti tra gli impegni di lavoro e attività personali? La soluzione è trovare dei modi per garantire la necessaria assistenza all’anziano non autosufficiente. Per farlo basta affidarsi a persone addette al lavoro, competenti e affidabili. Se sei su Torino, potrai rivolgerti all’assistenza anziani di Nessuno è Solo oppure esistono altri modi per prestare attenzione e cure ad un anziano disabile. Scopriamoli insieme.

Assistenza anziani: l’intervento dell’Asl

Se hai bisogno di una persona che assista in casa l’anziano non autosufficiente, puoi richiedere assistenza ai servizi sociali del tuo Comune. Questi servizi di solito vengono erogati tramite le Asl del Comune di riferimentooppure tramite cooperative sociali o enti privati. A seconda delle necessità della persona anziana non autosufficiente, l’assistenza può essere di diverso tipo: * Aiuto nella preparazione e assunzione dei pasti; * Servizi di pronto soccorso che prevedono l’intervento di operatori in caso di necessità; * Assistenza di tipo medico, infermieristico e riabilitativo, * Assistenza per effettuare delle visite specialistiche; * Assistenza farmaceutica. Dopo aver recepito il consenso del malato e dei suoi familiari e procedere alla richiesta di intervento dell’Asp, il medico del Distretto territoriale prende contatti con il medico di famiglia ed attiva le procedure per l’erogazione del servizio assistenza anziani. Questo è un servizio ottimo nei casi in cui i figli non possono prendersi cura dei soggetti non autosufficienti. L’Asl infatti riuscirà a fornire alle famiglie la soluzione più adatta all’esigenza dell’anziano in questione.

Assistenza anziani presso le Rsa

Per assistere l’anziano in difficoltà si può anche fare richiesta di assistenza presso una Rsa, una strutture sociosanitaria, che ospita per un periodo variabile le persone anziane non autosufficienti. La Rsa offre infatti assistenza per le attività quotidiane (nutrizione, messa a letto, igiene personale), assistenza medica di base che può essere fornita dai medici interni alla struttura e assistenza infermieristica continua. Per accedere a queste strutture è necessario l’intervento del medico di base, dai Servizi territoriali della ASL o, in caso di dimissione dall’ospedale, dal Primario della Divisione Ospedaliera e dai servizi territoriali comunali. Possono essere pubbliche, private o accreditate con il Servizio Sanitario Regionale (SSR) o ancora con le Aziende sanitarie locali del territorio di appartenenza.

Lavoro e sicurezza, come difendersi dalle cariche elettrostatiche

Lavoro e sicurezza sono temi di grande importanza e attualità, ma spesso sono concetti troppo distanti tra loro. Si potrebbe pensare che l’aumento dello smartworking, a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi, abbia ridotto gli infortuni sul lavoro, ma purtroppo non è così. Per prima cosa non è detto che le nostre case siano luoghi sicuri, il numero di incidenti domestici è piuttosto impressionante, alcune delle figure più a rischio poi, spesso non lavorano in smartworking, ma sono operatori che hanno a che fare con macchinari che se non opportunamente conosciuti e maneggiati possono rivelarsi insidiosi e potenzialmente pericolosi.

Le cause degli infortuni sui luoghi di lavoro sono molteplici e purtroppo ce ne sono alcune che sono decisamente sottovalutate, come le scosse elettriche, che possono avere conseguenze molto serie per la salute degli operatori. Gli infortuni possono verificarsi in diverse occasioni, ed essere causati anche da comuni prese elettriche, oppure riguardare chi lavora a contatto con linee a bassa o alta tensione. In molti casi i problemi son imputabili alle cariche elettrostatiche che si vanno ad accumulare durante certi processi produttivi.

Le cariche elettrostatiche sono un nemico che può rivelarsi decisamente temibile e in molti casi è eccessivamente sottostimato. Queste cariche vengono generate da uno squilibrio fra quelle positive e quelle negative. Banalmente nella nostra quotidianità può capitarci di prendere una piccola scossa elettrica, questa è dovuta proprio a cariche elettrostatiche, magari quando ci leviamo un maglione o spingiamo un carrello al supermercato. Può sembrare un problema fastidioso, ma assolutamente non pericoloso, in realtà se ci spostiamo in un contesto lavorativo non dovrebbe essere per nulla trascurato.

Questo piccolo episodio, come viene ben spiegato sul sito barreantistatiche.it in alcuni contesti lavorativi e in particolari settori può essere un segnale di problemi potenzialmente molto seri. Esiste una soluzione? La risposta è affermativa e a breve andremo a vederla più nel dettaglio.

Come difendersi dalle cariche elettrostatiche

Le cariche elettrostatiche possono essere potenzialmente pericolose in diversi settori produttivi, come ad esempio quello del packaging, della lavorazione di tessuti, dei materiali plastici, nel settore farmaceutico e in molti altri ancora.

L’energia che non viene scaricata a terra può rimanere sul macchinario e provocare piccole scosse agli operatori. Queste non solo possono portare ad un fastidio momentaneo, ma possono rallentare il processo di produzione e anche arrivare in alcuni casi a danneggiare la produzione. L’accumulo di cariche elettrostatiche potrebbe ad esempio provocare una reazione involontaria dell’operatore, che con un gesto incontrollato potrebbe ferirsi o causare danni ai colleghi o ai prodotti su cui sta lavorando.

In alcuni casi più gravi e in determinati contesti lavorativi si potrebbero poi generare delle scintille che potrebbero arrivare a causare incendi o addirittura anche delle violente esplosioni.

Per fortuna il problema delle scariche elettrostatiche può essere risolto, agendo sulle sue cause. Si può infatti neutralizzare efficacemente l’accumulo di cariche attraverso delle barre antistatiche (o barre ionizzanti) che vanno applicate al macchinario. Questi particolari dispositivi dovrebbero già essere previsti fin dalle fasi progettuali dei macchinari industriali, ma non sempre è così e per fortuna possono essere facilmente installati anche in seguito, senza particolari complicazioni tecniche.

Queste barre vengono prodotte e installate rispettando la normativa Europea in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e possono risolvere quello che abbiamo visto essere un problema comune e troppo spesso sottovalutato, ma che può causare criticità potenzialmente molto serie, oltre a piccoli fastidi che incidono sulla qualità di vita del lavoratore. Il lavoro è un diritto, ma non bisogna mai dimenticarsi che lo è anche svolgerlo in piena sicurezza.

Il lavoro di un Investigatore : In cosa consiste

Se sei qui è perché vuoi sapere come diventare investigatore privato Roma, quindi ecco la risposta che stai cercando. Come in tutte le aree di lavoro, per diventare un investigatore devi completare un corso di ricerca specifico e devi ottenere il permesso per autorizzarti a condurre indagini per conto di clienti privati. Questo è il passaggio necessario per diventare un investigatore privato a Roma.

I passaggi per diventare investigatore privato

Ovviamente, un investigatore privato non deve avere precedenti penali. Un altro requisito fondamentale è ottenere una laurea in giurisprudenza o un master in criminologia o scienze investigative. Oltre ai titoli accademici, devi anche prestare servizio come tirocinante per almeno 3 anni presso un’Agenzia Investigativa. In breve, ecco i passaggi necessari per diventare un investigatore privato di successo:

  • Per diventare investigatore privato assunto, è necessario conseguire un diploma di scuola superiore. Questo certificato attesta che l’Ufficio Investigativo di Roma ha almeno tre anni di collaborazione, e un investigatore privato con un istituto autorizzato ha almeno cinque anni di esperienza in campo privato e ha partecipato a una formazione avanzata.
  • Per diventare un investigatore privato a Roma, il titolare dell’istituto deve essere laureato in uno dei seguenti dipartimenti: psicologia, specializzazione in scienze forensi, scienze politiche, diritto, economia, sociologia e scienze investigative. Anche in questo caso sono obbligatori tre anni di attività pratica e corsi avanzati.
  • Se vuoi aprire un’agenzia investigativa, devi ottenere una licenza di pubblica sicurezza, quindi fare richiesta allo stato della regione in cui verrà stabilita la sede e quindi registrarti presso la camera di commercio locale.

Un altro modo per diventare investigatore privato di un dipendente o per condurre attività investigative nel dipartimento investigativo di polizia per almeno cinque anni, ma devi smettere di prestare servizio per almeno quattro anni senza punti.