Infortuni sul lavoro: commissione parlamentare d’inchiesta

La Presidenza della regione della Valle d’Aosta informa che lunedì 17 ottobre 2011, una delegazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, guidata dal Presidente Oreste Tofani, sarà in missione ad Aosta, per incontrare i soggetti istituzionali e sociali della Regione Valle D’Aosta competenti per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di approfondimento volto a verificare, nelle diverse Regioni italiane, lo stato di avanzamento e le problematiche dell’attuazione delle nuove disposizioni in materia di prevenzione e contrasto agli infortuni e alle malattie professionali.
A tal fine, la delegazione svolgerà una serie di audizioni presso il Palazzo Regionale di Aosta, con i vertici delle istituzioni regionali, della Magistratura, delle Autorità competenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, delle associazioni e delle organizzazioni rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro.
Sicurezza sul lavoro: infortuni sottostimati

Da una ricerca effettuata dal Procuratore generale della Toscana Beniamino Deidda gli infortuni sul lavoro a Firenze sarebbero almeno trecento e non otto, come è stato ufficialmente registrato. “Ritengo veritiere le parole di Deidda – spiega l’assessore provinciale al Lavoro Elisa Simoni – Unisco la mia alla sua denuncia e ribadisco l’impegno della Provincia, per quanto le compete, nell’informare i lavoratori, nella formazione e nel coordinare gli interventi di prevenzione”. Il Procuratore, aveva osservato il gruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio provinciale presentando una domanda d’attualità, “dichiara la palese sottostima dei dati rispetto a quello che realmente accade e soprattutto evidenzia l’impossibilità di monitorare in modo sufficiente e attendibile il lavoro delle procedure e dei tribunali”. Una dichiarazione “grave e allarmante – secondo i Consiglieri provinciali di Rifondazione Andrea Calò e Lorenzo Verdi – poiché interviene su un problema nevralgico del lavoro, della salute e sicurezza e della scarsa prevenzione sui luoghi di lavoro che interessa fenomeni quali le morti bianche, gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”. Nessuno sarebbe in grado di monitorare i fenomeni. Molti medici e strutture di diagnosi e cura si sottrarrebbero all’obbligo di inviare i referti medici che certificano la malattia o l’infortunio. I dati statistici provano che tale fenomeno è incontestabile.
Bastava poco: storie di infortuni sul lavoro

Bastava poco – esperienze di mancata prevenzione sul lavoro è il titolo del testo liberamente consultabile e scaricabile online redatto da ACLI in collaborazione con INAIL dove vengono recensite alcune esperienze di infortunio e mancata prevenzione sui luoghi di lavoro.
Vere e reali storie di vita che si intrecciano con le tematiche della sicurezza sul lavoro e tutela antinfortunistica, uno spaccato della storia non solo delle persone protagoniste ma anche dell’Italia, tutta intera.
Il testo, di 9 capitoli più l’introduzione, conclusioni e postfazione, oltre a contenere le vicende che hanno toccato alcune persone e famiglie, riporta anche diversi dati statistici di fonte INAIL.
Tra le tabelle che, subito, nell’introduzione, rappresentano un indice di lettura efficace: il grafico sugli infortuni sul lavoro dal 2001 al 2007, la tabella con l’indice di frequenza degli infortuni mortali per ripartizione geografica nei cinque settori di attività più a rischio (2003-2005), Numero di infortuni denunciati per sesso e classe d’età (Rapporto annuale 2007).
Le persone intervistate, Zeno, Amal, Giovanni, Franco, Luciana, Paolo, Marco, Anna e Mauro, sono state scelte da un elenco di nominativi stilato dalle sedi locali del Patronato ACLI.
Tra le 40 persone ne sono state scelte 9 in base ad alcune caratteristiche: settore lavorativo di provenienza, tipo di contratto, età, genere e natura dell’infortunio.
L’eterogeneità del campione ha potuto, in tal modo, dare “voce” ad un più ampio insieme di persone.
Il testo può essere interamente scaricato o può essere scaricato singolarmente ogni capitolo.
Link: Il libro: Bastava poco (PDF)
Sicurezza sul lavoro: arriva Phriends, il robot amico

Si chiama Phriends il robot amico dei lavoratori in grado di preservare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro
Si chiama Phriends, Physical Human-Robot Interaction, il robot amico dei lavoratori in grado di preservare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro.
Al progetto europeo del Centro Interdipartimentale di Automatica, Robotica e Bioingengneria “E.Piaggio” dell’Università di Pisa, hanno collaborato università italiane, europee e alcune importanti industrie.
Phriends è il prototipo delle macchine in grado di “lavorare con l’uomo” senza alcun pericolo per la sua salute. E’ possibile trovare già in commercio un braccio meccanico che si ritrae immediatamente appena “sente” di aver colpito un essere umano. Ma i progetti a lungo termine sono ancora più avveniristici, così come afferma il direttore del Centro di Ricerca Piaggio: “… Puntiamo a costruire robot che, oltre ad essere più leggeri, abbiano una struttura morbida quando si muovono celermente, e quindi rischiano un impatto, e rigida quando compiono lavori che richiedono precisione. Una funzione simile, in fondo, a quella della muscolatura umana”.
Questo tipo di robot potrà essere impiegato in tutti i settori e non solo per la sicurezza nei luoghi di lavoro ma anche per la sicurezza domestica, nel settore della medicina e via dicendo.
Numerosi sono ancora gli incidenti sul lavoro, soprattutto nei settori come cantieri edili, settore stradale e in generale lì dove l’uomo, per svolgere il proprio lavoro, deve necessariamente essere a contatto con la macchina per tutta la giornata lavorativa. Non mancano recenti episodi che dimostrano come anche una piccola disattenzione possa causare il peggiore degli incidenti, in questo caso l’apporto di una macchina in grado di “capire” che sta interagendo con un essere umano è un’opportunità straordinaria sai da un putno di vista della salute del lavoratore sia per l’aspetto economico dell’azienda o impresa. Oltre ad avere effetti inevitabilmente sociali e psicologici, infatti, gravi infortuni sul lavoro che comportano lunghe assenze dal posto di lavoro determinano anche un forte calo della produttività e quindi un problema anche a livello economico per tutta l’azienda.
Link: Phriends – Progetto
