Prosegue a Pistoia il viaggio delle Pari Opportunità

Firenze «La Regione Toscana ha adottato come strategia di governo il principio dell’assunzione di un’ottica di genere in tutte le politiche regionali ed ha sviluppato in questi anni un impegno costante alla promozione delle Pari opportunità. Il tour sugli Stati generali delle Pari Opportunità è l’occasione per far conoscere le azioni attivate in questo ambito con il coinvolgimento attivo delle Province e dei comuni capoluogo». Così il vicepresidente Federico Gelli, introduce la quarta tappa del tour che vede protagonisti tutti i capoluoghi di provincia per i prossimi tre mesi. Il percorso prosegue venerdì 27 febbraio a Pistoia, e sarà un’ottima occasione per fare il punto sulle azioni, sulle necessità, sulla realtà in tema di pari opportunità. L’incontro si svolgerà nella Sala consiliare di Palazzo Balì, a partire dalle ore 10,00.
«Con un logo esemplificativo, un uomo e una donna che si abbracciano creando così un’unica forza (scelto tra i tanti giovani partecipanti al concorso tra scuole dello scorso anno), – ha proseguito il vicepresidente – faremo un lungo viaggio in tutta la Toscana per informare, sensibilizzare e coinvolgere cittadini ed istituzioni su temi fondamentali della vita odierna. Dalla città di Pisa dove il dibattito della giornata si è concentrato sui temi dell’occupazione femminile, ma soprattutto sul tema della violenza sulle donne, la seconda tappa ad Arezzo è stata palcoscenico di un confronto approfondito sulla discriminazione femminile nel mondo del lavoro, sulle imprese al femminili, sulle associazioni di donne per le donne. I temi centrali della giornata di Pistoia, invece, saranno quelli della partecipazione femminile alla vita politica ed istituzionale, oltre all’interesse sull’esperienza locale del Tavolo di Concertazione delle Politiche di genere e sulle testimonianze delle importanti realtà locali di tutela delle donne da violenze e maltrattamenti.
Le tappe successive toccheranno Siena, Grosseto, Firenze, Prato, Livorno, Lucca e Massa Carrara.
In ogni realtà il tema assumerà una sua specifica declinazione e contestualizzazione e chiamerà in causa il vicepresidente Gelli, l’assessore alla formazione e lavoro Gianfranco Simoncini, la presidente della Commissione regionale per le pari opportunità Chiara Grassi, la consigliera regionale Marina Capponi e rappresentanti delle realtà locali coinvolte.
Federico Gelli ha inoltre rinnovato l’impegno della Regione Toscana, «che già dal 2005 ha recepito, come nuova politica regionale di genere in attuazione di una precisa scelta di governo, il principio dell’assunzione di un’ottica di genere in tutte le politiche e le azioni regionali».
Il Piano regionale di sviluppo 2006-2010 lo dice a chiare lettere: “Non c’è sfida sul futuro senza attenzione alla componente femminile”.
LA CRISI AMERICANA RISPARMIA LE DONNE?

Gli ultimi dati del mercato del lavoro statunitense mostrano che più dell’80 delle perdite di posti di lavoro hanno riguardato gli uomini. Gli uomini infatti sono prevalentemente occupati in settori più colpiti dalla crisi (manifattura, costruzioni, auto), mentre le donne sono impiegate prevalentemente nei servizi e quindi meno sensibili ai boom e alle recessioni. In recessione il numero di famiglie in cui il principale procacciatore di reddito è una donna è destinato a salire. Secondo le stime dell’economista Casey Mulligan la percentuale di donne nella forza lavoro è aumentata di cinque punti percentuali anche nelle due precedenti recessioni (1990-1991 e 2001) incrementi superiori a quanto avvenuti negli anni tra le recessioni. Se si proiettano simili incrementi per i mesi futuri, le donne, che sono oggi il 49,1 della forza lavoro secondo i dati BLS (Bureau of Labor Statistics), diventeranno piu del 50 per cento della forza lavoro sorpassando per la prima volta la proporzione maschile. Tuttavia questo possibile traguardo storico può implicare famiglie più fragili e povere. Va ricordato che gli alti tassi di occupazione delle donne in USA riguardano in gran parte lavori part time, spesso non coperti da copertura previdenziale e i cui guadagni medi sono comunque inferiori a quelli maschili anche a parità di orario (circa l’80% ). Inoltre a meno che i padri decidano di cambiare radicalmente il loro comportamento nella divisione dei ruoli familiari e sostituirsi in gran parte al lavoro delle donne in casa, le difficoltà saranno insormontabili in un welfare state che offre ben poco aiuto alle donne che lavorano e che hanno lavori di cura.
Daniela Del Boca per www.lavoce.info
