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Jacques Attali nei guai: secondo Le Monde la sua associazione usa troppi stagisti

Jacques Attali nei guai: secondo Le Monde la sua associazione usa troppi stagisti

La testata online www.repubblicadeglistagisti.it pubblica oggi un articolo sul caso degli stagisti dell’associazione di Jacques Attali, insigne economista francese, di orientamento socialista, chiamato due anni fa da Sarkozy a guidare una commissione indipendente (la Commissione Attali appunto) di cui hanno fatto parte tra gli altri anche gli italiani Franco Bassanini e Mario Monti.

L’articolo riporta la notizia, apparsa qualche giorno fa sul quotidiano Le Monde, secondo cui PlaNet Finance – l’associazione di Attali – proprio in questo periodo ricerca per la sua sede parigina 14 stagisti a cui far svolgere mansioni iper-qualificate, come per esempio «capo-gabinetto del vicepresidente», pagandoli però solo il minimo indispensabile (400 euro al mese).

Peccato che Attali non più di due anni fa avesse pubblicamente condannando l’utilizzo degli stage come escamotage per non pagare i dipendenti: si legge su Le Monde che «Il Rapporto del 2008 della commissione Attali “Per la liberazione della crescita francese” preconizzava che “gli studenti [dovessero] essere decentemente remunerati”» e che «In PlaNet Finance, i posti di capo-gabinetto del presidente e del vicepresidente sono occupati da stagisti, che cambiano ogni sei mesi. Malgrado il rapporto Attali sottolineasse che le imprese “che ricorrono in maniera costante agli stagisti per occupare dei posti di lavoro, invece di assumere giovani in maniera stabile, devono essere dissuase”».

Attali, insomma, predicherebbe bene ma razzolerebbe male.

La sua associazione certamente paga gli stagisti, e non potrebbe fare altrimenti: in Francia c’è una legge che prevede l’obbligo di retribuire almeno 400 euro al mese (il 30% dello smic, il salario minimo garantito) tutti gli stage che durino più di due mesi. PlaNet Finance dunque si attiene scrupolosamente alla normativa. Ma questo basta? Le Monde ha provato a chiederlo direttamente all’interessato, Attali, che però ha fatto sapere di non avere tempo per una dichiarazione, lasciando che fosse l’ufficio stampa dell’associazione a replicare sinteticamente che «non vi è alcun abuso di stagisti», e che il 30% viene poi assunto. Ma la risposta non basta a Génération Precaire, il collettivo che difende gli stagisti francesi, che prontamente replica sottolineando di aver denunciato la contraddizione di Attali e l’ utilizzo spregiudicato di stagisti nella sua associazione già nel giugno del 2008.

Tutto l’articolo al link http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/jacques-attali-nei-guai-secondo-le-monde-la-sua-associazione-usa-troppi-stagisti