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Azienda recupero crediti: le caratteristiche da prendere in considerazione

Purtroppo il mondo del lavoro è insidiato da un rischio davvero molto elevato: quello di non riscuotere i soldi dai propri clienti. Tutte le aziende e i liberi professionisti conoscono molto bene questo rischio, reso ancora più intenso negli ultimi anni dalla crisi economica vigente. Che fare? L’unica soluzione possibile è affidarsi ad un’azienda recupero crediti.

Sono davvero numerose le aziende di questa tipologia disponibili sul nostro territorio, ma dobbiamo ammettere che non tutte sono adatte a svolgere questo lavoo. Alcune non hanno abbastanza esperienza infatti e altre invece, nonostante l’esperienza e le capacità, offrono soluzioni standardizzate che non possono portare in ogni situazione a risultati certi. Vogliamo allora offrirvi una breve carrellata di quelle che sono a nostro avviso le caratteristiche che una buona azienda di recupero crediti dovrebbe necessariamente possedere per potersi dire tale. Alla fine di questa carrellata vi proporremo anche un nome, a nostro avviso il più interessante del settore in questo momento.

 

Le caratteristiche che un’azienda di recupero crediti deve possedere sono:

  • Un’esperienza alle spalle di almeno 10 anni. Solo con un’esperienza di questa tipologia potrete stare certi che si tratti di un’azienda capace di rispondere davvero ad ogni esigenza al meglio.
  • L’azienda di recupero crediti deve inoltre avere un’ottima reputazione: vi consigliamo allora di consultare il web, le opinioni e le recensioni sull’azienda, nonché di controllare il numero delle pratiche che vengono ogni anno chiuse con successo, che deve a nostro avviso essere almeno del 60%.
  • Un team di professionisti che abbiano seguito appositi corsi di formazione e che vengono sottoposti di frequente anche a corsi di aggiornamento. In questo modo saprete che si tratta di persone davvero preparate.
  • Il team di professionisti deve essere multilingue, in modo da poter effettuare il recupero crediti sia con aziende italiane che internazionali.
  • La pratica deve assolutamente portare a dei risultati nel giro di poco tempo, meglio se in circa 40-45 giorni.
  • La strategia per il recupero crediti non deve essere standard, ma deve anzi essere personalizzata sulla base delle specifiche esigenze sia del creditore che del debitore.
  • Il recupero crediti non deve avere alcun tipo di un costo per il creditore, bensì deve essere a carico completo del debitore.
  • Deve essere possibile chiedere l’apertura della pratica direttamente online. In questo modo eviterete di perdere tempo e potrete fare affidamento anche su un’azienda che ha una sede lontano da voi.
  • Deve essere possibile anche seguire, sempre online ovviamente, l’iter della pratica in modo da avere sempre sotto controllo la situazione.

 

Tra le numerose aziende di recupero crediti oggi disponibili, ci sentiamo in dovere di consigliarvi la New Orve,  che possiede infatti tutte le caratteristiche sopra esposte. Non solo, questa azienda di recupero crediti è consigliabile anche perché riesce davvero ad entrare in modo eccellente nella psicologia del debitore, a comprendere quindi quali sono i problemi che non gli hanno permesso di pagare nelle tempistiche richieste e quali sono le sue specifiche esigenze per riuscire invece adesso a ripagare il debito contratto.

 

Le agenzie investigative per vigilare sui figli

Accade sempre più spesso nelle famiglie italiane: i genitori fanno seguire da un’agenzia investigativa i propri figli per i motivi più diversi. Nelle grandi città soprattutto, dove sono entrambi i genitori a lavorare per diverse ore al giorno, i ragazzi sono seguiti e pedinati dalle agenzie investigative.

Il loro compito è di delineare le abitudini degli adolescenti e prevenire così situazioni di rischio. Solo a Milano, le richieste erano salite in un anno (dal 2012 al 2013) da 50 a 70. Un trend in crescita, dovuto anche a quello che si sente sui giornali.

Compito dell’agenzia investigativa è in questo caso verificare i profili degli amici e delle frequentazioni del minore. In alcuni casi, sono stati scoperti in questo modo fenomeni di dipendenza da alcol e/o da droghe: un motivo in più per i genitori, che scelgono di avvalersi della consulenza delle agenzie investigative.

Anche il fenomeno delle baby-squillo viene smascherato velocemente grazie alle agenzie investigative: a cercare così qualche soldo extra sono ragazzine appartenenti a ogni classe sociale. Difficile per un genitore accorgersi di quanto accade in altra maniera.

Le agenzie investigative non seguono di norma il minore per più di 30 giorni. Oltre alla difficoltà di inserirsi nel tessuto sociale del minore, una buona agenzia investigativa è in grado di scoprire in questo lasso di tempo quanto accade. Il problema è che spesso i genitori che sospettano qualcosa hanno conferme dalle indagini.

Le agenzie investigative cercano di essere professionali, ma per risolvere questo tipo di problematiche non basta una semplice sgridata: uno psicologo deve intervenire per consentire al ragazzo di uscire da eventuali difficoltà. In più, anche i “cattivi ragazzi” hanno una famiglia.

L’approccio deve essere ben diverso da quello che l’istinto consiglierebbe: anche se l’amico del figlio rappresenta una cattiva compagnia, è importante prima di tutto evitare ulteriori disagi per il giovane, che già deve affrontare il lutto di essere stato pedinato.

L’agenzia investigativa ha solo il compito di mostrare una realtà. Sta poi ai genitori trovare la soluzione opportuna per dare una mano al ragazzo che mostra queste difficoltà, per appianare le distanze e cercare di ricostruire un rapporto nonostante tutto.

Le visure camerali non bastano per i datori di lavoro

Le visure camerali storiche non bastano per giustificare i licenziamenti. La notizia arriva dalla Cassazione, alla quale un datore di lavoro si era rivolto dopo aver ricevuto una sentenza di appello sfavorevole.

Anche se le visure camerali risultano un documento ufficiale per le consultazioni delle forze dell’ordine, non può essere utilizzata per certificare il numero dei dipendenti. Questo dato, secondo la Cassazione, può essere falsificato.

La decisione coglie di sorpresa il datore di lavoro. Tutto era cominciato quando un dipendente si era assentato dal lavoro senza alcuna apparente motivazione. Al suo ritorno, il datore di lavoro prima aveva impedito materialmente al dipendente di rientrare in azienda, poi lo aveva licenziato.

Il dipendente aveva poi fatto ricorso alle vie legali, mentre il datore di lavoro, per difendersi, aveva utilizzato il confronto delle visure camerali online per dimostrare di avere un certo numero di dipendenti. Il dato è importante perché, sotto una certa soglia, il datore di lavoro non è tenuto a giustificare il licenziamento.

La corte di appello aveva stabilito che il dipendente era stato assente solo un giorno (cancellando quindi gli altri giorni come aggravante, perché era dimostrato che era stato il datore di lavoro a non farlo entrare in azienda), annullando pure quest’ultimo per i danni subiti dal dipendente.

Il datore di lavoro aveva presentato poi ricorso in Cassazione con la visura camerale tra i documenti presentati e chiedendo che questa fosse una prova sufficiente a ribaltare la sentenza.

La Cassazione gli ha dato torto: secondo la sentenza, quel punto della visura camerale si basa sulle dichiarazioni dell’imprenditore. Il datore di lavoro avrebbe potuto tranquillamente dichiarare meno dipendenti per poter vincere la causa contro il dipendente. La visura camerale è stata infatti presentata solo dopo che il datore di lavoro aveva perso la causa in primo grado: un precedente che non era passato inosservato e che ha condizionato il giudizio della Cassazione.

Un caso che fa giurisprudenza: da questo momento, la visura camerale non attesta la grandezza dell’azienda, quindi per verificare il numero dei dipendenti saranno necessari documenti come le buste paga dei dipendenti, oppure i contratti di assunzione.