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Quanto incidono i video nel marketing

I video al giorno d’oggi vengono utilizzati da moltissime aziende per applicare strategie di comunicazione. Il video di per sè è uno strumento efficace, efficiente e misurabile.

L’uso dei formati video è sempre più in crescita in quanto è visto come un ottimo strumento nella strategia di comunicazione delle aziende. Tutto questo non solo è dovuto al fatto che viviamo in un mondo sempre più digitalizzato ma soprattutto perché quello che richiedono oggi gli utenti sono contenuti interattivi, facilmente condivisibili e accattivanti.

Ecco alcuni dei motivi per cui i video risultano molto interessanti ed accattivanti:

  • Grazie ad alcune immagini evocative del prodotto/servizio l’utente si sente più coinvolto;
  • Sono brevi ma esplicativi;
  • Se il contenuto è abbastanza accattivante, l’utente lo condivide immediatamente sui social e visiterà anche il vostro sito web.

Ovviamente ci sono anche molti benefici per le aziende e per fare business:

  • visualizzazioni e numero di click
  • condivisioni, Like e commenti
  • conversioni

Perchè scegliere un video potrebbe essere così importante

Su Stream AMG tempo fa uscì un articolo che afferma l’importanza dei video on line, e quanto si creano conversioni verso i siti delle aziende che li realizzano e inducono l’utente a ricercare maggiori informazioni sull’azienda. Ecco perchè il 96% delle aziende B2B li utilizza come parte del loro content marketing e il 73% registra risultati positivi.

Sempre lo stesso autore dell’articolo sostiene che usare la parola ‘video’ nell’oggetto della mail aumenti in maniera formidabile il click-through rate del 65% e riduca il numero di coloro che cancellano la mail del 26%.

Ovviamente questi risultati potrebbero tornar utili a quelle aziende che vorrebbero pianificare un’attività di comunicazione efficace, e che riesca a portare risultati misurabili.

Nonostante il video faccia la sua bella figura, ovviamente non è il 100% del contenuto che si dovrà andare a curare infatti, un vero “content marketing” è fatto anche di scrittura persuasiva. L’obiettivo è ovviamente quello di attirare fin da subito l’attenzione dell’utente e portarlo a diventare un contatto utile per l’azienda.

Un altro strumento che ultimamente trova grande uso in ambito di marketing è il Time-Lapse.

I video time-lapse sono girati scattando immagini ad intervalli regolari, e poi montandole come se fossero i fotogrammi di un film, che vengono quindi proiettati inizialmente a 25 immagini al secondo. Questo significa che in pochissimi minuti si vede quello che accade in giorni, settimane o mesi.

Una volta creato un file video si procede al montaggio in maniera analoga a quella di qualsiasi film commerciale, eliminando le parti che non sono rilevanti al messaggio da veicolare, inserendo grafiche e alterando la timeline.

Interruzione di un rapporto di lavoro: le dimissioni

L’interruzione di un rapporto lavorativo può avvenire per molteplici ragioni. La prima è la comune e naturale scadenza del contratto, mentre le motivazioni restanti possono essere il licenziamento oppure le dimissioni. In questo articolo, andremo a esplorare meglio il concetto di dimissioni, in tutte le sue accezioni e tipologie.

Ricordiamo il servizio fornito da Upward che consente di fare richiesta di dimissioni online.

Cosa sono le dimissioni

Le dimissioni sono un atto di natura giudiziaria, quindi formale e con un preciso valore giuridico, che ha la funzione di interrompere il rapporto di un impiegato con il suo datore di lavoro. La recessione dal contratto stipulato è di natura unilaterale, ossia non necessita dell’approvazione dell’assuntore: è illegale, da parte di quest’ultimo, rifiutare le dimissioni di un suo dipendente, in quanto l’unilateralità degli atti di dimissione è tutelata e garantita dal diritto del lavoro italiano.

E’ importante fare una distinzione tra dimissione del lavoratore e licenziamento dello stesso: innanzi tutto, l’atto di dimissione parte dal subordinato, mentre l’atto di licenziamento parte dal datore di lavoro, in maniera a sua volta unilaterale, quindi a esclusiva discrezione dello stesso datore di lavoro. A livello giuridico, la differenza più sostanziale è che con il licenziamento, il lavoratore ha diritto a particolari tutele da parte dello Stato, vale a dire che il datore di lavoro che mette in atto il licenziamento deve avere un valido motivo per rendere l’atto legittimo e che il lavoratore avrà comunque diritto al pagamento di un certo numero di mensilità o alla percezione di un sussidio statale di disoccupazione.

Le dimissioni invece non hanno bisogno di alcun motivo per essere commutate, anche se ne esistono diverse tipologie, e hanno quindi validità in qualsiasi momento. Tuttavia, una volta interrotto il rapporto lavorativo, il richiedente delle dimissioni avrà diritto solo a ciò che ancora non gli è stato pagato, ai PAR non goduti e alle ferie di cui non ha usufruito.

Gli atti di dimissioni vengono divisi in categorie, ognuna diversa a seconda della casistica, cioè della motivazione che spinge il lavoratore a farne richiesta e alla maniera con cui la pratica viene effettuata. Le tipologie principali di dimissioni sono: le dimissioni volontarie, le dimissioni per giusta causa, le dimissioni incentivate, dimissioni per gravidanza e maternità. Andiamo ora ad analizzarle più nel dettaglio.

Dimissioni volontarie

Le dimissioni volontarie sono condizionate dalle scelte personali del lavoratore o da motivi inerenti la sua sfera privata, che solitamente sono di natura familiare o personale, o ancora per motivi di carriera lavorativa. Qualunque sia la motivazione, le dimissioni volontarie devono essere presentate con un tempo di preavviso adeguato. I tempi di preavviso per questa tipologia vengono stabiliti dal CNLL, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, e variano in base alla mansione ricoperta e al tipo di azienda. Per fare un esempio pratico, un operaio con più anzianità o con una particolare specializzazione richiederà più tempo per essere sostituito, quindi il preavviso dovrà essere maggiore, in modo da garantire al datore di lavoro di trovare un nuovo operaio e rimpiazzare quello uscente.

Come funziona il preavviso nelle dimissioni volontarie

Il preavviso, nel caso delle dimissioni volontarie, è sempre obbligatorio: nel caso in cui il preavviso non venga rispettato, o in cui le dimissioni vengano rassegnate sul posto, è diritto del datore di lavoro citare il dimissionario per danni e obbligarlo a corrispondergli un indennizzo, solitamente una cifra corrispondente all’indennizzo di sostituzione che il lavoratore avrebbe percepito durante i giorni di mancato preavviso.

Ma attenzione: la normativa sul preavviso delle dimissioni è valida solo nel caso di rassegnazione volontaria, mentre nel caso di dimissioni per giusta causa, questo non è affatto obbligatorio.

Dimissioni per giusta causa

Le dimissioni per giusta causa sono una tipologia protetta, non dettata da motivi personali riguardanti il lavoratore, ma da mancanze da parte del suo datore di lavoro, così gravi da corrompere in maniera irreversibile il rapporto con quest’ultimo. Le ragioni che possono portare alle dimissioni per giusta causa sono molteplici: la prima e più ovvia è il mancato pagamento dello stipendio; in secondo luogo, sono valide se il subordinato ha subito molestie sessuali sul posto di lavoro; nel caso in cui il ruolo ricoperto nell’azienda peggiori in maniera degradante, senza alcuna valida ragione; in seguito a ripetuti episodi di mobbing, ovvero da un’eccessiva pressione negativa esercitata da colleghi e superiori, tale da portare al crollo psico-fisico del lavoratore; nel caso in cui la direzione dell’azienda passi ad altri e con tale modifica vengano eccessivamente cambiate le condizioni di lavoro; quando il lavoratore viene costretto a continui e importanti spostamenti, senza che questi vengano giustificati dall’azienda; infine, nel caso un superiore si comporti in maniera degradante, ingiuriosa o gravemente irrispettosa nei confronti del suo sottoposto. Per una qualsiasi di queste ragioni, o per più di esse, il lavoratore può sporgere denuncia e usufruire di dimissioni che vengono considerate per giusta causa, tipologia che non richiede alcun preavviso e che può essere compilata e quindi consegnata anche sul posto.

Dimissioni incentivative

La terza tipologia riguarda le dimissioni incentivate; queste hanno luogo quando il datore di lavoro sollecita un suo dipendente ad abbandonare il suo posto garantendogli un indennizzo in denaro qualora esegua la richiesta. La pratica, seppur molto criticata, non è illecita, in quanto il lavoratore non viene privato della sua libertà decisionale e nel caso dovesse recedere, lo fa comunque di sua personale iniziativa.

Dimissioni in caso di gravidanza e maternità

La quarta e ultima tipologia sono le dimissioni per gravidanza e maternità: nel caso in cui una lavoratrice rimanga incinta, o durante i primi tre anni di vita del bambino, è diritto della donna rassegnare le dimissioni.

E’ ora il caso di parlare di dimissioni online: tutte le precedenti modalità di cessazione del contratto di lavoro erano svolgibili in forma cartacea, fino all’introduzione del Jobs Act durante il governo Renzi. Tra i vari punti, il Jobs Act impone che d’ora in avanti le dimissioni vengano presentate in forma digitale, questo per contrastare la pratica illegale delle dimissioni in bianco, ovvero quando il datore di lavoro obbliga un neo assunto a compilare un foglio di dimissioni senza applicarvi una data, in modo da poterlo licenziare in qualsiasi momento senza incorrere in sanzioni.
La procedura delle dimissioni online può essere complicata per chi non è pratico e non ha una grande esperienza nello spostarsi nel mondo digitale, senza contare che eseguendo tale procedura in maniera scorretta può portare all’annullamento delle dimissioni stesse, quindi all’impossibilità di abbandonare il proprio posto di lavoro, se non portare a vere e proprie sanzioni: per questo stanno nascendo in questi mesi numerosi servizi online capaci di gestire al meglio le richieste di dimissioni, compilandole in maniera automatica e spedendole a chi di dovere, semplificando enormemente la vita dei lavoratori che intendano recedere dalle loro attuali posizioni per cercare opportunità migliori nel loro paese.

Colloquio di lavoro: qualche consiglio per affrontarlo al meglio

Se stai per affrontare un colloquio di lavoro, è davvero fondamentale che tu riesca a prepararti al meglio a questo importante evento.

Tra i consigli più diffusi, c’è la scelta dell’abito adatto all’occasione. Dobbiamo ammettere che non si tratta di un consiglio sbagliato perché dopotutto la prima impressione conta, quasi una sorta di biglietto da visita che permette al selezionatore di comprendere la tua personalità con una sola occhiata. Se pensi veramente però che l’aspetto sia l’elemento più importante, ti sbagli. Durante un colloquio di lavoro dovrai infatti essere in grado di dimostrare di essere davvero la persona perfetta per quell’impiego, riuscendo quindi a descrivere al meglio la tua professionalità e le tue competenze e riuscendo anche ad impressionare il selezionatore con il tuo carisma, la tua fermezza, la tua determinazione. Ma anche questo non basta, perché alle volte è sufficiente tentennare davanti alle domande per dare un’impressione sbagliata, l’impressione di una persona poco preparata ad affrontare a testa alta il mondo del lavoro.

Riuscire ad essere professionali, a dimostrare le proprie capacità e la propria fermezza d’animo, riuscire ad apparire come la persona che il selezionatore stava cercando non è affatto semplice. Oggi per fortuna ci sono dei servizi dedicati, professionisti del settore delle risorse umane pronti a preparati al meglio a questo evento tanto importante come, ad esempio, il portale JoJump.

JoJump è una startup davvero innovativa, l’unica a garantire un servizio di questa tipologia in Italia. Dietro a questa start up lavora un team di professionisti del settore delle risorse umane e del mondo del lavoro pronti a mettere a tua completa disposizione le loro competenze.

Tutto il lavoro si svolge direttamente online in modo che tu non debba neanche muoverti da casa. In video chat dal tuo computer potrai simulare un colloquio di lavoro andando alla scoperta di quali sono le domande in assoluto più diffuse e di quali siano i modi migliori per rispondere. I professionisti con cui avrai un confronto ti permetteranno di comprendere tutti i tuoi errori, ti aiuteranno a migliorare le tue performance e ti permetteranno di capire anche quali sono tutti gli atteggiamenti sbagliati che tieni. Magari non te ne sei reso conto, ma il tuo corpo manda in condizioni di stress dei messaggi sbagliati: i professionisti ti aiuteranno a comprendere questo errore e a farti cambiare atteggiamento. Magari non te ne sei reso conto, ma dopo ogni domanda tentenni, attendi troppo per dare una risposta, appari come spaventato: anche in questo caso otterrai tutti i consigli necessari per apparire molto più professionale e preparato.

JoJump prevede vari pacchetti in modo da riuscire ad andare incontro alle esigenze di ognuno. Il pacchetto base prevede il confronto di cui ti abbiamo appena parlato, ma anche la revisione del tuo curriculum vitae in modo che diventi semplicemente perfetto, ma sono previsti anche altri due piani, uno dedicato al superamento di un colloquio in lingua inglese e uno invece che ti permette di disporre di un professionista del settore specifico per il quale hai deciso di fare un colloquio di lavoro.

Ti consigliamo caldamente di provare l’innovativo servizio di JoJump perché essere preparati per un colloquio di lavoro può davvero dire fare la differenza, può davvero dire riuscire ad essere assunti.

Cercare lavoro come funzionario commerciale: come fare e cosa aspettarsi

Quando si inizia a cercare un’occupazione bisogna fin da subito essere consapevoli del fatto che tale ricerca è già di per sé un vero e proprio lavoro. Trovare un impiego richiede infatti pazienza, tempo e costanza. Tuttavia, avere le idee chiare e raccogliere preliminarmente informazioni sull’occupazione che si intende cercare può aiutare a risparmiare fatica e tempo.
Per avere un’idea della varietà di impieghi che il mondo del lavoro oggi offre è sufficiente aprire un qualsiasi motore di ricerca e digitare “cerco lavoro funzionario“: la difficoltà consiste proprio nel sapersi orientare, selezionando in breve tempo ciò che potrebbe fare al caso nostro. Navigando in alcuni dei principali siti web dedicati alla ricerca di lavoro (come InfoJobs, Indeed, Monster, Jobrapido, Helplavoro, Careerbuilder), si trovano per esempio numerosi annunci in cui si offre un inquadramento come funzionario commerciale.

Ma che cos’è, di preciso, il funzionario commerciale?

Quando si parla di questa figura ci si riferisce solitamente ad una persona cui viene affidato l’incarico di vendere i prodotti o i servizi della società di appartanenza. Si tratta quindi di un ruolo per il quale sono assolutamente indispensabili doti come la dinamicità, lo spirito d’iniziativa, la propensione alle relazioni interpersonali, nonché la capacità di saper organizzare bene il proprio tempo ed i propri impegni. È sicuramente necessaria anche una forte determinazione: si tratta infatti di un impiego la cui retribuzione si basa, nella quasi totalità dei casi, sul raggiungimento di obiettivi. Viene quindi offerto un fisso mensile – la cui consistenza varia da offerta a offerta – al quale vanno ad aggiungersi gli incentivi erogati in funzione degli obiettivi di vendita raggiunti. Occorre però specificare che il lavoro
di funzionario commerciale può essere svolto in due modi differenti:

 

  • vendita su appuntamenti già fissati dall’azienda, caso nel quale il funzionario dovrà semplicemente occuparsi di svolgere la trattativa di vendita e portarla a termine;
  • procacciamento di clienti e vendita, caso nel quale il funzionario dovrà invece occuparsi di identificare gli interlocutori potenzialmente interessati, presentare i servizi o i prodotti offerti, gestire la trattativa e portarla a termine.

In alcuni casi le aziende possono anche fornire un elenco di nominativi che corrispondono al target ideale cui i servizi o i prodotti offerti si rivolgono; spetterà poi al funzionario stabilire i contatti ed avviare l’eventuale processo di vendita.

Per quanto riguarda il tipo di formazione richiesta, varia in funzione del settore in cui la società opera. Se si tratta di un’azienda specializzata nella vendita di beni o servizi specifici (per esempio servizi bancari, informatici, ma anche particolari prodotti destinati all’edilizia) spesso si richiede almeno una laurea di primo livello. Se si tratta invece di una società che opera in un settore più generico (vendendo, per esempio, servizi telefonici) sono sufficienti anche titoli di studio inferiori. Ciò che di sicuro si richiede in entrambe i casi è un’ottima padronanza della lingua italiana e, nel caso di società che operano a livello internazionale, anche l’eventuale conoscenza di altre lingue. In ultimo, bisogna specificare che per poter svolgere questo tipo di lavoro è molto importante possedere un mezzo proprio, dato che sono necessari numeros
i spostamenti per poter sviluppare e gestire il portafoglio clienti. Alcune società possono fornire dei benefit, quali auto e telefono aziendali, ma spesso sono comunque incentivi erogati in funzione del raggiungimento di particolari obiettivi.

Da segnalare, in ultimo, che alcune aziende richiedono la disponibilità a spostarsi sull’intero territorio nazionale.