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Cercare lavoro: un metodo efficace

Se siete alla ricerca di un lavoro e credete che il metodo migliore per trovarlo sia mandare curriculum a raffica, fermatevi immediatamente: vi state facendo più male che bene.

Per due ragioni: la prima è per non far perdere tempo ad un responsabile della selezione che, in un ufficio da qualche parte, deve valutare centinaia di candidature di cui almeno un terzo non c’entrano niente con il ruolo o non hanno le qualifiche necessarie.

La seconda, e quella che vi interessa di più, è per non far perdere tempo anche a voi stessi. Inviare candidature a raffica non è solo una questione di tempo, ma anche di energie sprecate. Sprecate a mandare mail, certo, ma anche ad aspettare una possibile risposta quando, invece, basterebbe dare un’occhiata più approfondita all’annuncio per capire che non è proprio il lavoro che fa per voi.

Meglio, quindi, imparare a impiegare il proprio tempo in una ricerca del lavoro intelligente e oculata. Come prima cosa aprite la pagina del vostro motore di ricerca preferito e prendetevi qualche minuto per capire cosa volete veramente. State cercando lavoro su Milano? Digitate “annuncio di lavoro Milano” per esempio ed iniziare a vagliare le varie offerte presenti. Il mercato del lavoro non è facile da navigare, e spesso non ci si può permettere di rifiutare un lavoro solo perché non è in linea con le proprie aspirazioni. Pensate, però, che dovrete lavorare e svolgere le stesse mansioni ogni giorno, più o meno dalle 20 alle 40 ore a settimana, per mesi o anche anni a seconda del contratto. Non è poco! E le lancette dei minuti vi sembreranno muoversi ancora più lentamente se si tratta di un lavoro che non è nelle vostre corde o verso il quale provate un odio viscerale. Quindi va bene non essere schizzinosi, soprattutto all’inizio quando non avete tanta esperienza, ma dovete anche imparare a fare un passo indietro e chiedervi se vale la pena sacrificare la vostra serenità mentale.

Ora dovreste aver capito cosa non volete fare nella vita, cosa vi piacerebbe e cosa, invece, siete almeno disposti a trovare. Prendete queste ultime due categorie e iniziate a cercare tra gli annunci di lavoro. Prima, però, avete bisogno di almeno un filtro. Nei siti di offerte di lavoro c’è sempre la possibilità di fare una scrematura in base al luogo, ma se volete cercare su più portali vi conviene specificare la città già sul motore di ricerca.

Se, ad esempio, il vostro scopo è quello di trovare lavoro a Lombardia vi consigliamo di cercare “annuncio di lavoro Milano” specificando quindi il luogo esatto dove vorreste lavorare, così avrete più possibilità di trovare la posizione adatta a voi. Nelle piccole località, infatti, il mercato del lavoro non è così florido come nelle città più grandi. Attenzione, però: molti annunci di lavoro che provengono da cittadine di provincia spesso vanno a finire tra gli annunci delle grandi centri più vicini. A volte si tratta di luoghi appena fuori città, facilmente raggiungibili con la macchina, altre volte si trovano in altri comuni. Leggete sempre con attenzione tutti gli annunci.

Ora non vi resta che cominciare il lungo lavoro di lettura degli annunci. Armatevi di pazienza e ricordate: prima o poi troverete quello giusto per voi!

Il lavoro di Architetto

Siete alla ricerca di una professione che vi dia stimoli? Che dia sicurezza alla vostra vita e che vi possa far guadagnare uno stipendio degno? Magari sopra alla media dei lavoratori dipendenti?

In questo articolo vorremo descrivere meglio una professione ed una opportunità di lavoro tra le più nobili e che hanno veramente valorizzato il nome del bel paese nel mondo nel corso della storia, stiamo parlando della professione di architetto.

Nonostante il mercato del lavoro sia in costante e continua evoluzione, ci sono comunque delle professioni, come questa, che esistono dalla notte dei tempi e che non sembrano in nessun modo avere idea di eclissarsi.

Fin dalle civiltà antiche come accennato, l’ architetto era una figura di grande spicco tra la popolazione, ma cosa fa realmente un architetto? Quali sono i suoi compiti e le sue responsabilità reali?

Un architetto è colui che si occupa di pianificare edifici di qualsiasi scopo e destinazione, siano essi residenziali, a scopo industriale o commerciale, pianifica i dettagli delle opere che si andranno a realizzare esercitando quindi un ruolo chiave all’ interno dello sviluppo e rimodernamento delle opere su cui lavora.

La progettazione e la pianificazione delle strutture ed infrastrutture è quindi da sempre affidata agli architetti che, collaborando con gli ingegneri si occupano di dare istruzioni ben precise per la costruzione delle nuove realtà urbane.

Ma come si diventa architetto?

Per diventare architetto il processo formativo è assai lungo ed impegnativo, bisogna passare da una laurea magistrale in alcuni settori specifici ed infine accedere all’ esame di stato in architettura. La difficoltà di questo percorso formativo è data proprio dalla complessità e dalla responsabilità in ambito civile e penale che la figura dell’ architetto assume durante l’ esercizio della sua carriera professionale.

La maggior parte dei laureandi infatti, prima di dare l’ esame di stato frequentano corsi e lezioni in architettura per prepararsi al meglio a questa prova.

C’ è da dire comunque che la carriera di architetto rimane ancora oggi una delle più sicure e meglio pagate professioni esistenti in Italia, anche se la richiesta di nuovi architetti è in calo, se si riesce ad entrare ci si trova in un’ ottima situazione lavorativa e, con i dovuti corsi integrativi, è esercitabile facilmente anche all’ estero.

Se state dunque pianificando il futuro e scegliendo la strada da percorrere, la carriera da architetto potrebbe essere una valida opzione su cui puntare gli occhi ma tenendo ben presente che il percorso non è per niente semplice e la concorrenza agguerrita.

Quanto incidono i video nel marketing

I video al giorno d’oggi vengono utilizzati da moltissime aziende per applicare strategie di comunicazione. Il video di per sè è uno strumento efficace, efficiente e misurabile.

L’uso dei formati video è sempre più in crescita in quanto è visto come un ottimo strumento nella strategia di comunicazione delle aziende. Tutto questo non solo è dovuto al fatto che viviamo in un mondo sempre più digitalizzato ma soprattutto perché quello che richiedono oggi gli utenti sono contenuti interattivi, facilmente condivisibili e accattivanti.

Ecco alcuni dei motivi per cui i video risultano molto interessanti ed accattivanti:

  • Grazie ad alcune immagini evocative del prodotto/servizio l’utente si sente più coinvolto;
  • Sono brevi ma esplicativi;
  • Se il contenuto è abbastanza accattivante, l’utente lo condivide immediatamente sui social e visiterà anche il vostro sito web.

Ovviamente ci sono anche molti benefici per le aziende e per fare business:

  • visualizzazioni e numero di click
  • condivisioni, Like e commenti
  • conversioni

Perchè scegliere un video potrebbe essere così importante

Su Stream AMG tempo fa uscì un articolo che afferma l’importanza dei video on line, e quanto si creano conversioni verso i siti delle aziende che li realizzano e inducono l’utente a ricercare maggiori informazioni sull’azienda. Ecco perchè il 96% delle aziende B2B li utilizza come parte del loro content marketing e il 73% registra risultati positivi.

Sempre lo stesso autore dell’articolo sostiene che usare la parola ‘video’ nell’oggetto della mail aumenti in maniera formidabile il click-through rate del 65% e riduca il numero di coloro che cancellano la mail del 26%.

Ovviamente questi risultati potrebbero tornar utili a quelle aziende che vorrebbero pianificare un’attività di comunicazione efficace, e che riesca a portare risultati misurabili.

Nonostante il video faccia la sua bella figura, ovviamente non è il 100% del contenuto che si dovrà andare a curare infatti, un vero “content marketing” è fatto anche di scrittura persuasiva. L’obiettivo è ovviamente quello di attirare fin da subito l’attenzione dell’utente e portarlo a diventare un contatto utile per l’azienda.

Un altro strumento che ultimamente trova grande uso in ambito di marketing è il Time-Lapse.

I video time-lapse sono girati scattando immagini ad intervalli regolari, e poi montandole come se fossero i fotogrammi di un film, che vengono quindi proiettati inizialmente a 25 immagini al secondo. Questo significa che in pochissimi minuti si vede quello che accade in giorni, settimane o mesi.

Una volta creato un file video si procede al montaggio in maniera analoga a quella di qualsiasi film commerciale, eliminando le parti che non sono rilevanti al messaggio da veicolare, inserendo grafiche e alterando la timeline.

Interruzione di un rapporto di lavoro: le dimissioni

L’interruzione di un rapporto lavorativo può avvenire per molteplici ragioni. La prima è la comune e naturale scadenza del contratto, mentre le motivazioni restanti possono essere il licenziamento oppure le dimissioni. In questo articolo, andremo a esplorare meglio il concetto di dimissioni, in tutte le sue accezioni e tipologie.

Ricordiamo il servizio fornito da Upward che consente di fare richiesta di dimissioni online.

Cosa sono le dimissioni

Le dimissioni sono un atto di natura giudiziaria, quindi formale e con un preciso valore giuridico, che ha la funzione di interrompere il rapporto di un impiegato con il suo datore di lavoro. La recessione dal contratto stipulato è di natura unilaterale, ossia non necessita dell’approvazione dell’assuntore: è illegale, da parte di quest’ultimo, rifiutare le dimissioni di un suo dipendente, in quanto l’unilateralità degli atti di dimissione è tutelata e garantita dal diritto del lavoro italiano.

E’ importante fare una distinzione tra dimissione del lavoratore e licenziamento dello stesso: innanzi tutto, l’atto di dimissione parte dal subordinato, mentre l’atto di licenziamento parte dal datore di lavoro, in maniera a sua volta unilaterale, quindi a esclusiva discrezione dello stesso datore di lavoro. A livello giuridico, la differenza più sostanziale è che con il licenziamento, il lavoratore ha diritto a particolari tutele da parte dello Stato, vale a dire che il datore di lavoro che mette in atto il licenziamento deve avere un valido motivo per rendere l’atto legittimo e che il lavoratore avrà comunque diritto al pagamento di un certo numero di mensilità o alla percezione di un sussidio statale di disoccupazione.

Le dimissioni invece non hanno bisogno di alcun motivo per essere commutate, anche se ne esistono diverse tipologie, e hanno quindi validità in qualsiasi momento. Tuttavia, una volta interrotto il rapporto lavorativo, il richiedente delle dimissioni avrà diritto solo a ciò che ancora non gli è stato pagato, ai PAR non goduti e alle ferie di cui non ha usufruito.

Gli atti di dimissioni vengono divisi in categorie, ognuna diversa a seconda della casistica, cioè della motivazione che spinge il lavoratore a farne richiesta e alla maniera con cui la pratica viene effettuata. Le tipologie principali di dimissioni sono: le dimissioni volontarie, le dimissioni per giusta causa, le dimissioni incentivate, dimissioni per gravidanza e maternità. Andiamo ora ad analizzarle più nel dettaglio.

Dimissioni volontarie

Le dimissioni volontarie sono condizionate dalle scelte personali del lavoratore o da motivi inerenti la sua sfera privata, che solitamente sono di natura familiare o personale, o ancora per motivi di carriera lavorativa. Qualunque sia la motivazione, le dimissioni volontarie devono essere presentate con un tempo di preavviso adeguato. I tempi di preavviso per questa tipologia vengono stabiliti dal CNLL, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, e variano in base alla mansione ricoperta e al tipo di azienda. Per fare un esempio pratico, un operaio con più anzianità o con una particolare specializzazione richiederà più tempo per essere sostituito, quindi il preavviso dovrà essere maggiore, in modo da garantire al datore di lavoro di trovare un nuovo operaio e rimpiazzare quello uscente.

Come funziona il preavviso nelle dimissioni volontarie

Il preavviso, nel caso delle dimissioni volontarie, è sempre obbligatorio: nel caso in cui il preavviso non venga rispettato, o in cui le dimissioni vengano rassegnate sul posto, è diritto del datore di lavoro citare il dimissionario per danni e obbligarlo a corrispondergli un indennizzo, solitamente una cifra corrispondente all’indennizzo di sostituzione che il lavoratore avrebbe percepito durante i giorni di mancato preavviso.

Ma attenzione: la normativa sul preavviso delle dimissioni è valida solo nel caso di rassegnazione volontaria, mentre nel caso di dimissioni per giusta causa, questo non è affatto obbligatorio.

Dimissioni per giusta causa

Le dimissioni per giusta causa sono una tipologia protetta, non dettata da motivi personali riguardanti il lavoratore, ma da mancanze da parte del suo datore di lavoro, così gravi da corrompere in maniera irreversibile il rapporto con quest’ultimo. Le ragioni che possono portare alle dimissioni per giusta causa sono molteplici: la prima e più ovvia è il mancato pagamento dello stipendio; in secondo luogo, sono valide se il subordinato ha subito molestie sessuali sul posto di lavoro; nel caso in cui il ruolo ricoperto nell’azienda peggiori in maniera degradante, senza alcuna valida ragione; in seguito a ripetuti episodi di mobbing, ovvero da un’eccessiva pressione negativa esercitata da colleghi e superiori, tale da portare al crollo psico-fisico del lavoratore; nel caso in cui la direzione dell’azienda passi ad altri e con tale modifica vengano eccessivamente cambiate le condizioni di lavoro; quando il lavoratore viene costretto a continui e importanti spostamenti, senza che questi vengano giustificati dall’azienda; infine, nel caso un superiore si comporti in maniera degradante, ingiuriosa o gravemente irrispettosa nei confronti del suo sottoposto. Per una qualsiasi di queste ragioni, o per più di esse, il lavoratore può sporgere denuncia e usufruire di dimissioni che vengono considerate per giusta causa, tipologia che non richiede alcun preavviso e che può essere compilata e quindi consegnata anche sul posto.

Dimissioni incentivative

La terza tipologia riguarda le dimissioni incentivate; queste hanno luogo quando il datore di lavoro sollecita un suo dipendente ad abbandonare il suo posto garantendogli un indennizzo in denaro qualora esegua la richiesta. La pratica, seppur molto criticata, non è illecita, in quanto il lavoratore non viene privato della sua libertà decisionale e nel caso dovesse recedere, lo fa comunque di sua personale iniziativa.

Dimissioni in caso di gravidanza e maternità

La quarta e ultima tipologia sono le dimissioni per gravidanza e maternità: nel caso in cui una lavoratrice rimanga incinta, o durante i primi tre anni di vita del bambino, è diritto della donna rassegnare le dimissioni.

E’ ora il caso di parlare di dimissioni online: tutte le precedenti modalità di cessazione del contratto di lavoro erano svolgibili in forma cartacea, fino all’introduzione del Jobs Act durante il governo Renzi. Tra i vari punti, il Jobs Act impone che d’ora in avanti le dimissioni vengano presentate in forma digitale, questo per contrastare la pratica illegale delle dimissioni in bianco, ovvero quando il datore di lavoro obbliga un neo assunto a compilare un foglio di dimissioni senza applicarvi una data, in modo da poterlo licenziare in qualsiasi momento senza incorrere in sanzioni.
La procedura delle dimissioni online può essere complicata per chi non è pratico e non ha una grande esperienza nello spostarsi nel mondo digitale, senza contare che eseguendo tale procedura in maniera scorretta può portare all’annullamento delle dimissioni stesse, quindi all’impossibilità di abbandonare il proprio posto di lavoro, se non portare a vere e proprie sanzioni: per questo stanno nascendo in questi mesi numerosi servizi online capaci di gestire al meglio le richieste di dimissioni, compilandole in maniera automatica e spedendole a chi di dovere, semplificando enormemente la vita dei lavoratori che intendano recedere dalle loro attuali posizioni per cercare opportunità migliori nel loro paese.