Lavoro siderurgia Toscana
Lavoro siderurgia Toscana
Realizzare entro la fine di gennaio 2010 un protocollo di intesa tra Regione, Enti locali, Autorità portuale di Piombino e TenarisDalmine per rafforzare la presenza dell’azienda siderurgica sul territorio.
E’ la proposta avanzata stamani dall’assessore al lavoro, istruzione e formazione Gianfranco Simoncini nel corso dell’incontro che ha avuto a Venturina con l’amministratore delegato della TenarisDalmine, con il sindaco di Piombino Gianni Anselmi, con l’assessore provinciale al lavoro Ringo Anselmi e con le organizzazioni sindacali.
«Il protocollo – ha detto l’assessore – dovrà definire supporti e interventi sia infrastrutturali che di qualificazione ambientale e di investimenti, a partire dai soggetti coinvolti, per il mantenimento dell’attività produttiva della TenarisDalmine a Piombino. La Regione si impegnerà per giungere all’accordo entro il primo mese del nuovo anno, e in tal senso sarà attivato quanto prima un tavolo tecnico».
«Con questo protocollo puntiamo a garantire – ha detto ancora Simoncini – la presenza toscana di un’azienda importante nel quadro di un’attenzione specifica per il
settore siderurgico che è stato al centro dell’incontro che il presidente Claudio Martini ha avuto nei giorni scorsi con il ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola».
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Lavoro Toscana
Lavoro Toscana
«Le notizie buone lo sono ancora di più in questi giorni dell’anno: lo dico non come contributo al sentimentalismo ma come rispetto per una assai concreta conclusione di un percorso che ha visto la convergenza, e l’azione, di tanti protagonisti, sia tecnici che politici, tutti impegnati in un salvataggio per cui si è adoperata, nelle sue competenze, anche Regione Toscana». Così il presidente Claudio Martini commentando la positiva conclusione della lunga vertenza alla multinazionale Kartogroup (tre dei quattro stabilimenti italiani sono nella provincia di Lucca con circa 500 lavoratori cui si aggiungono i quasi 200 di Cassino più i 700 negli altri stabilimenti europei) acquistata dal gruppo tedesco Wepa di Arnsberg, nel Nord Reno Westfalia.
«Con le tante cattive notizie di crisi aziendali che troviamo scaricate ogni giorno sui nostri tavoli e che tanto rendono difficile il futuro per tante famiglie toscane – prosegue Martini – non può che procurarci intuibile soddisfazione una notizia finalmente buona.
A confortarci sono anche le prime dichiarazioni del gruppo tedesco con la non formale assicurazione che la loro azienda tiene molto a due elementi fondamentali per piegare la crisi: l’innovazione e i valori etici».
A questo punto il gruppo tedesco, con più di 2.900 dipendenti, in ordine di grandezza è, in Europa, il quinto produttore di carta igienica.
Lavoro: al via 46 corsi per operatore socio-sanitario
Lavoro: al via 46 corsi per operatore socio-sanitario
Prevista anche la certificazione delle competenze per chi opera già nel settore. Iscrizioni entro il 29 gennaio 2010
La Regione Emilia-Romagna ha messo a disposizione 4 milioni e 200 mila euro di risorse del Fondo sociale europeo per incrementare la formazione e qualificazione di operatori socio-sanitari.
I fondi finanziano la realizzazione di 46 corsi di formazione iniziale e di un’azione per accertare le competenze dei lavoratori già impiegati nel settore. Ai corsi possono accedere 1.150 persone disoccupate o inoccupate mentre 1.800 i lavoratori già impiegati possono richiedere la certificazione delle competenze. Il termine per la presentazione delle iscrizioni è il 29 gennaio 2010.
Approvata un’azione straordinaria per incrementare la qualificazione degli operatori socio-sanitari con 4 milioni e 200 mila euro di risorse del Fondo sociale europeo.
Saranno realizzati 46 corsi di formazione iniziale e un’azione non corsuale sarà finalizzata all’accertamento delle competenze già possedute dai lavoratori che, pur essendo privi della qualifica, esercitano da tempo attività di assistenza di base all’interno dei servizi. La qualifica, infatti, in base alle nuove regole sull’accreditamento deliberate dalla Giunta regionale, è un requisito prioritario per accedere al mercato del lavoro.
L’operatore socio sanitario è la figura professionale che in case di riposo, case protette, residenze sanitarie assistite, centri diurni, strutture per disabili, strutture ospedaliere, svolge attività di cura e di assistenza alle persone in condizione di disagio o di non autosufficienza sul piano fisico o psichico per soddisfarne i bisogni primari e favorirne il benessere e l’autonomia, oltre che l’integrazione sociale. “Una figura professionale di cui è in crescita la domanda – spiega l’assessore regionale alla formazione e lavoro Giovanni Sedioli – e che anche in questo periodo di crisi del mercato del lavoro offre sicure opportunità occupazionali”.
Ai percorsi di formazione iniziale, che avranno una durata di 1000 ore e saranno fortemente finalizzati all’inserimento lavorativo, potranno partecipare 1.150 persone disoccupate o inoccupate e residenti in Emilia-Romagna, mentre saranno 1.800 i lavoratori già impiegati nel territorio regionale che potranno accedere al servizio per la formalizzazione e l’eventuale certificazione delle competenze possedute.
Il termine per la presentazione delle iscrizioni è il 29 gennaio 2010, e l’ammissione ai corsi sarà preceduta da una selezione di carattere attitudinale e motivazionale che si svolgerà entro la fine di febbraio. I corsi saranno realizzati da un’ampia rete di soggetti formativi, riuniti in un’associazione temporanea di impresa.
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Terremoto: dalla Fipe l’iniziativa “Lavoro subito per l’Abruzzo”

Conferenza stampa della Fipe a L’Aquila, per illustrare le iniziative messe in campo dalla Federazione a sostegno della ricostruzione. Ad illustrare i progetti, alla Scuola sottufficiali della Guardia di Finanza di Coppito, il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani, il direttore generale, Edi Sommariva, il presidente Fipe Abruzzo, Ezio Ardizzi ed il presidente di Confcommercio L’Aquila, Celso Cioni. “Entro la prima quindicina di luglio, i migliori ristoranti d’Italia organizzeranno, in contemporanea, una serata nazionale dedicata all’Abruzzo, al suo patrimonio enogastronomico e turistico, con degustazioni di prodotti tipici.
Metà dell’incasso della serata sarà destinato alla ripresa delle attività commerciali dell’Aquilano. I contributi economici – ha detto Stoppani – sono fondamentali, ma noi abbiamo voluto concentrarci sul lato pratico del lavoro. Per questo vogliamo dare subito il via ad un punto di incontro fra domanda ed offerta per ricollocare prima possibile chi ha perso il posto”. “Fipe – ha proseguito il presidente – si darà da fare affinché le verifiche di agibilità dei pubblici esercizi arrivino nel più breve tempo possibile e per rendere nuovamente accessibile il centro storico della città ed evitare che in questo frangente il settore si trasformi in Far West”. Stime ufficiose, fornite nell’incontro, indicano in oltre 1.100 gli operatori che hanno perso lavoro. Per questo, tra le proposte della Fipe c’è il progetto “Lavoro subito per l’Abruzzo”’ che prevede, per coloro che abbiano intenzione di ricollocarsi sul mercato, un apposito sportello (LSA) per consegnare, lunedì 18 maggio, presso la sede provvisoria di Confcommercio, un modulo compilato con dati e informazioni professionali che consentiranno a chi ha perso l’occupazione il riassorbimento presso attività di tutta Italia. Per agevolare il riassorbimento, anche temporaneo, dei lavoratori delle zone terremotate, la Fipe chiede al Governo, innanzitutto, un credito d’imposta per i titolari di pubblici esercizi che incrementeranno il numero dei propri dipendenti assumendo residenti in Abruzzo; poi, la defiscalizzazione a favore dei pubblici esercizi per spese di alloggio di non residenti; infine, la decontribuzione totale per le assunzioni con contratto di apprendistato. “C’è la possibilità concreta di riaprire molte attività commerciali nel centro storico dell’Aquila, nel suo cuore pulsante”. Lo ha annunciato il presidente di Confcommercio L’Aquila, Celso Cioni, “Ho avuto un incontro col prefetto Franco Gabrielli – ha detto Cioni – che si è detto disposto a considerare l’idea di creare dei corridoi bypass che consentano di raggiungere quelle zone, rimaste intatte, dove gli esercizi pubblici potranno presto ricominciare a vivere”.
“Per questo – ha aggiunto Cioni – è stato costituito un Coordinamento che seguirà tutta la fase dei controlli degli stabili che ospitano bar e negozi”. Su sollecitazione della stessa Confcommercio, nei prossimi giorni, squadre speciali della Protezione civile vaglieranno l’agibilità di 2.500 esercizi. Per essi è stata chiesta la priorità rispetto alle altre abitazioni civili. Finora delle 1.800 attività controllate tutte hanno subito dei danni. Operative, al momento, solo duecento punti vendita. Cioni ha anche annunciato che il 2 giugno, a Roma, una rappresentativa della Confcommercio disputerà una partita di calcio contro una selezione delle due squadre di serie A della Capitale.
