Gruppo Montepaschi: prorogato fino al 31 Gennaio 2011 il bonus alle aziende che non licenziano

Ancora attive le sei iniziative per favorire le imprese nell’attuale momento di crisi economica.
Agevolazioni e sconti per chi è particolarmente attento alle politiche di promozione del Made in Italy e alla tutela della forza lavoro
Il Gruppo Montepaschi ha prorogato fino al 31 gennaio 2011 le sei iniziative anticrisi a sostegno di oltre 60.000 aziende virtuose. Il pacchetto, lanciato nel 2009, è stato pensato per aiutare le imprese italiane a fronteggiare il difficile scenario economico.
La proroga dell’iniziativa vuole essere un’ ulteriore azione concreta della banca per sostenere il comparto delle piccole e medie imprese, alla luce del protrarsi degli effetti della crisi economica. L’intervento costituisce inoltre una pronta risposta a quanto intrapreso a livello nazionale dall’Abi, che ha recentemente esteso la funzionalità di Avviso Comune al 31 gennaio 2011.
Si tratta di una serie di misure concrete – articolate in agevolazioni, sconti e bonus – destinate a tutte le imprese italiane con particolare riferimento alle aziende più virtuose e socialmente responsabili, come quelle attente alla politica di promozione del Made in Italy e alla tutela della propria forza lavoro.
Gli strumenti, concepiti dall’esperienza e conoscenza maturata dal Gruppo Montepaschi nel settore delle Pmi, hanno la finalità di contrastare le criticità dell’attuale ciclo economico che si inserisce in scenari dai tratti particolarmente impegnativi, come la riduzione degli organici (dovuta alla diminuzione della produzione con effetto sui ricavi), il calo delle esportazioni e degli introiti dall’estero o il bisogno di nuova liquidità, temporanea e reversibile (dovuta ai cali di fatturato e di Ebitda). Ma anche il congelamento e la sospensione di investimenti essenziali per la crescita aziendale, la crisi di liquidità conseguente ai ritardi di pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione e, infine, la sottocapitalizzazione con effetti su rating e merito creditizio.
Per ciascuna criticità è stato ipotizzato un intervento mirato, contenente una o più soluzioni concrete. Le proposte del Gruppo Montepaschi possono così sintetizzarsi:
FORZA 5 E FORZA 3
E’ una linea di credito a breve termine ed importo fino a 1 milione di euro, che ha l’obiettivo di finanziare la ripresa degli investimenti.
La particolarità è rappresentata da un bonus fino a 200 basis point spendibile per 12 mesi ed utilizzabile per qualsiasi rapporto in essere con la banca, a condizione che l’impresa dimostri, alla scadenza della linea di credito, di aver mantenuto in forza lo stesso numero di unità lavorative impiegate alla data di stipula del contratto. L’iniziativa riguarda un bacino di oltre un milione di lavoratori.
MADE IN ITALY
E’ un pre-finanziamento a breve termine dedicato alle imprese italiane abituali esportatrici di beni e servizi, incluse quelle alberghiere e del turismo.
Prevede un bonus sconto, su qualsiasi rapporto acceso presso banche del Gruppo Montepaschi e pari al 25% dello spread applicato, se l’azienda dimostra di aver esportato verso nuovi mercati di sbocco per una percentuale non inferiore al 10% del fatturato export realizzato nell’anno precedente.
PROROGATIO
Proroga – a richiesta e fino a 6 mesi – della scadenza degli anticipi su crediti vantati dalle aziende nei confronti della Pubblica Amministrazione e canalizzati presso la Banca, purché provvisti di certificazione valida ai sensi della normativa vigente.
INVESTO PLUS
E’ un finanziamento – concesso ai soci dell’impresa – a medio termine e fino a 1 milione di euro con ammortamento graduale del capitale, finalizzato alla ricapitalizzazione aziendale mediante l’aumento del capitale.
INSIEME PLUS
Si tratta di una linea di credito a medio termine con ammortamento graduale del capitale, con importo fino a 2,5 milioni di euro, finalizzata alla realizzazione di processi di riqualificazione del passivo abbinati ad un piano di ricapitalizzazione.
TIME OUT
Moratoria nei pagamenti delle rate in conto capitale per un periodo massimo di 12 mesi, su finanziamenti a medio lungo termine, chirografari o assistiti da garanzie.
Incentivi assunzioni disabili
La Provincia di Milano eroga oltre un 1.200.000 Euro di incentivi assunzioni disabili a favore delle aziende con sede operativa nella territorio.
La Provincia di Milano a partire dal 4 maggio eroga incentivi per le assunzioni dei disabili.
Tutte le aziende con sede operativa nella Provincia di Milano che procederanno, dalla data del 04/05/2010, all’assunzione, con contratto di lavoro subordinato, di personale disabile potranno richiedere un incentivo pari a:
- € 4.000,00 per un contratto a tempo indeterminato
- € 3.000,00 per un contratto a tempo determinato (almeno 12 mesi)
- € 1.000,00 per la trasformazione di un contratto da tempo determinato a tempo indeterminato
Se l’inserimento riguarderà un soggetto disabile debole, a questi importi andranno aggiunti ulteriori 1.000,00€; analogamente se il contratto riguarderà un inserimento full time, gli importi indicati saranno maggiorati di 1.000,00€.
Per tutte le informazioni e i dettagli si veda la pagina relativa agli incentivi
EMERGO 2010
CONTRIBUTI PER LE AZIENDE PER INTERVENTI DI ACCESSIBILITA’
Piano Provinciale per l’occupazione dei disabili – Emergo 2010
(Delibera di Giunta Provinciale n. 37/2010 del 26/01/2010)
Tutte le aziende con sede operativa nella Provincia di Milano che sosterranno, dalla data del 19/05/2010, spese per una più efficace accessibilità lavorativa del personale disabile potranno richiedere un contributo pari a:
• 80% del costo sostenuto (IVA non riconosciuta) fino ad un massimo di 10.000,00€ per interventi di accessibilità (adeguamento del posto di lavoro, acquisto di tecnologie assistive)
• 80% del costo sostenuto (IVA non riconosciuta) fino ad un massimo di 5.000,00€ per interventi di adattabilità dell’auto utilizzata dal disabile per il tragitto casa-lavoro-casa
Le risorse finanziarie a disposizione (sino ad esaurimento richieste) ammontano a € 200.000,00.
Le richieste di contributi potranno essere inviate alla Provincia di Milano direttamente dall’azienda oppure tramite altri soggetti autorizzati (consulenti del lavoro, associazioni imprenditoriali e dottori commercialisti) accedendo al link
http://www.provincia.milano.it/lavoro/LOGIN/index.html
e compilando l’apposito format.
Il testo integrale dell’avviso è rinvenibile all’indirizzo: http://emergo.provincia.milano.it/bandi.asp
Per maggiori informazioni: Settore Lavoro – Piano EMERGO
Tel. 02 7740. 4040 Fax 02 7740.6587
Indirizzo e-mail emergo2010@provincia.milano.it
Ottava Giornata dell’Economia: il lavoro tema dell’iniziativa
Ottava Giornata dell’Economia: il lavoro tema dell’iniziativa
Il “lavoro” è il filo conduttore della Ottava Giornata dell’Economia che si è svolta venerdì 28 maggio scorso a Cesena – sono intervenuti a questo momento di riflessione, organizzato dalla Camera di Forlì-Cesena, Alberto Zambianchi, Presidente dell’Ente, e il Senatore Pietro Ichino – al termine ha avuto luogo la cerimonia di consegna dei premi “Fedeltà al lavoro” e “Progresso Economico” e i riconoscimenti “Premi al Merito” e “Premio Leonardo Melandri”
Il Lavoro, elemento fondamentale e strategico per la tenuta e lo sviluppo del nostro sistema economico e sociale, è stato il tema dell’Ottava Giornata dell’Economia, organizzata dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena venerdì 28 maggio scorso nei locali di Cesena Fiera.
Nell’introduzione al tema, il Presidente dell’Ente Camerale, Dott. Alberto Zambianchi, ha proposto alcuni spunti sulle dinamiche locali del lavoro, ponendo l’accento su come la crisi abbia un impatto “pesante” sul mercato del lavoro anche locale.
La nostra provincia, inserita a pieno titolo in un mercato del lavoro come quello regionale, che negli ultimi anni è risultato attrattivo e si è sviluppato, pur con aspetti di criticità, nel complesso delle sue articolazioni, evidenzia da anni indicatori di sintesi migliori di quelli nazionali ma leggermente peggiori di quelli regionali.
L’impatto con la crisi è stato, ed è tuttora, pesante ma ha evidenziato una sostanziale capacità di tenuta del nostro territorio grazie soprattutto agli ammortizzatori sociali.
Nel 2009 il tasso di occupazione 15- 64 anni si è attestato al 66,3% a fronte di un 68,5% regionale (-0,2 è la variazione in punti percentuali rispetto al 2008) e di un 57,5% a livello nazionale.
Il tasso di disoccupazione provinciale è passato dal 5% del 2008 al 5,9% del 2009, dato confrontabile con il 4,8% della regione e il 7,8% a livello nazionale.
I dati dei Centri per l’Impiego evidenziano al 31 marzo 2010 oltre 27.100 utenti in stato di disoccupazione, in aumento del 17,7% rispetto allo stesso periodo del 2009; da segnalare l’aumento del 18,6% dei disoccupati che hanno perso una precedente occupazione.
Gli iscritti alle liste di mobilità sono 3.208; si evidenzia, in questi primi tre mesi, il calo dei licenziamenti, a seguito di procedura collettiva, a fronte del forte aumento dei licenziamenti individuali.
Le assunzioni risultano però in leggera ripresa (+4,1%) e le cessazioni in calo (-11,3%).
Il ruolo degli ammortizzatori sociali nel 2009 è stato fondamentale per contenere gli effetti negativi della crisi, preoccupa però il fatto che tali ammortizzatori sociali siano in graduale scadenza. Inoltre nel corso dei primi quattro mesi del 2010 resta molto intenso il ricorso all’Integrazione salariale in particolare ordinaria e ancor più in deroga.
Il Senatore Pietro Ichino, Docente di Diritto del Lavoro, intervenuto con una relazione dal titolo “Come dare più valore al lavoro degli italiani. La scommessa comune tra imprenditori e lavoratori sull’innovazione”, ha introdotto una riflessione che partendo dalla considerazione dei danni e vantaggi della globalizzazione – aumento della mobilità di capitali e progetti industriali, difficoltà per i lavoratori italiani -, mette in evidenza che le economie più strutturate e competitive hanno un alto tasso di presenza di capitali stranieri, mentre il nostro Paese appare “chiuso” agli investimenti esteri per una serie di motivi, fra i quali il difetto di trasparenza del sistema delle regole, l’arretratezza delle infrastrutture, l’eccessiva burocrazia delle amministrazioni pubbliche, l’inconoscibilità del nostro diritto del lavoro, il nostro sistema di relazioni industriali ancora troppo chiuso all’innovazione. Rinunciando ai modelli standard nella contrattazione si può arrivare ad una innovativa organizzazione del lavoro e nello stesso tempo ad una diversa struttura della retribuzione, con un ruolo del sindacato che può scegliere tra perseguire la “sicurezza” oppure “gestire le scommesse” stimolando un nuovo impegno individuale e collettivo.
Al termine delle relazioni si è svolta la cerimonia di consegna dei 31 riconoscimenti a quanti, lavoratori dipendenti, imprenditori e personalità di spicco hanno contribuito significativamente allo sviluppo economico, sociale e culturale del territorio
Chiususura Ispesl

Chiusura dell’ Ispesl: l’Istituto non è un “ente inutile”, ma indispensabile per la sicurezza e la salute dei lavoratori italiani. Con il provvedimento del Governo si chiude l’unico Ente di ricerca del Paese.
Nonostante il dimezzamento dei fondi, l’Ispesl è in grado di autofinanziarsi per più del 60% dello stanziamento concesso dallo Stato.
In relazione alle notizie di stampa si apprende che l’Ispesl (Istituto Superiore per la prevenzione e la sicurezza del Lavoro), unico Ente di ricerca del nostro Paese con vastissime competenze nel settore della prevenzione e della sicurezza dei lavoratori, nell’ambito della manovra finanziaria varata dal Consiglio dei Ministri del 25 maggio, risulterebbe soppresso.
Rimaniamo stupiti dalle notizie della soppressione e della definizione di ente inutile per l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL).
L’etichetta, da alcuni attribuita, all’istituto di “Ente inutile” è offensiva per tutti i lavoratori, oltreché priva di fondamento.
L’Ispesl non solo non è ente inutile, ma nel silenzio del suo trentennale lavoro quotidiano, attraverso l’impegno e il sacrificio delle molteplici professionalità (ingegneri, medici, chimici, fisici, biologi, ecc) pur nella scarsità di mezzi, garantisce un apporto insostituibile di conoscenze, esperienze e formazione al sistema produttivo del nostro Paese nel delicato settore della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, fornendo un know how, patrimonio per l’Italia, apprezzato e riconosciuto non solo in ambito scientifico nazionale e internazionale ma da tutte le organizzazioni datoriali e sindacali.
Se è vero che gli infortuni mortali annui sono diminuiti da 1600 a 1200 (per parlare solo delle cosiddette morti bianche) ciò è ascrivibile anche a tutte le innumerevoli iniziative dell’Ispesl, messe in campo attraverso il suo personale.
L’Ente che soffre dall’anno 2000 una costante e vertiginosa riduzione di fondi, dimezzati nel corso di questi anni, da 110 a 58 milioni di euro, oltre ad un altrettanto drastica riduzione del personale per raggiunti limiti di età (senza possibilità di un fisiologico turn over, per il blocco delle assunzioni), non ha mai ridotto il proprio impegno per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. Nonostante ciò l’Istituto si è costantemente adoperato nel corso di questi anni per avere mezzi e disponibilità per esercitare al meglio le proprie funzioni.
L’Istituto ha, infatti, accresciuto e ampliato tutti i possibili servizi che la legge gli consente di fare, riuscendo persino ad incrementare notevolmente le entrate proprie.
L’Istituto oggi è in grado di autofinanziarsi (35 milioni di euro) per più del 60 % dello stanziamento che perviene dallo Stato.
E’ questo lo si può considerare un “ente inutile”?
Chi si è impegnato e chi si impegna per conto del Governo e delle Autorità territoriali, per le aree di Taranto, Civitavecchia, Casale Monferrato, ovvero per i gravissimi problemi del terremoto a l’Aquila, in Umbria?
Chi è intervenuto per la sicurezza degli insediamenti a rischio di incidente rilevante o degli impianti energetici più complessi?
Chi ha fronteggiato le emergenze nazionali al fianco delle istituzioni territoriali e nazionali (incidente Monte Bianco, nave G. Montari, Gran Sasso, Tissen Krup, Camere iperbariche, ecc…)?
Riteniamo in conclusione che non solo l’Ispesl non sia “ente inutile”, ma che sia “utilissimo” per il nostro sistema produttivo che si finanzia per gran parte da solo.
A questo punto sarebbe utile sapere in quale logica e con quali procedure sia stata disposta la “soppressione” dell’Ispesl con lo “scioglimento” nell’Inail.
Aspettiamo una risposta.
Il personale dell’Ispesl ce la chiede. Ce lo chiedono anche i lavoratori e i familiari delle vittime sul lavoro.
