Sicurezza sul lavoro: importante mettere gli occhi al riparo dai rischi

Oggi la sicurezza sul lavoro non è più argomento tabù, ma solo se affrontato nelle linee generali, poiché entrando nel merito dei settori normativi “di nicchia” emergono dubbi e perplessità, spesso frutto del mancato approfondimento. È il caso dei rischi derivanti dall’esposizione alle radiazioni ottiche artificiali (Roa): dal 26 aprile scorso vige l’obbligo di valutazione per il datore di lavoro – previsto nel più noto Testo unico sulla sicurezza – non più limitata agli effetti «nocivi ed a breve termine», ma esteso a tutti i rischi «con particolare riguardo ai rischi dovuti agli effetti nocivi sugli occhi e la cute».

In che modo viene chiamato in causa il professionista, e nello specifico l’ingegnere? «Insieme a quella del fisico, si tratta delle prime due figure professionali a cui è richiesta una competenza specifica e complessa, che deve poter poggiare su una formazione mirata e adeguata. Senza di essa, il sistema di promozione della sicurezza e di tutela del lavoratore si bloccherebbe». Ad affermarlo è stato Riccardo Di Liberto, responsabile della Struttura Complessa di Fisica Sanitaria – Policlinico San Matteo di Pavia, tra i relatori del seminario di ieri pomeriggio – 10 dicembre – curato dalla Commissione sicurezza dell’Ordine degli Ingegneri di Catania, presieduto da Carmelo Maria Grasso: «Il nostro è un percorso dettato dalla convinzione che garantire la sicurezza è prima di tutto un segno di civiltà e un dovere – ha affermato il presidente – pur in un contesto normativo caratterizzato da una proliferazione che segue più la logica della dinamicità che quella dello snellimento e quindi della stabilità. Non possiamo che indirizzare i nostri iscritti sulla strada dell’aggiornamento, offrendo loro una serie di incontri tecnici gratuiti, come quello di oggi». Laser, utilizzo di plasma per taglio e saldatura, lampade germicidi, sistemi Led per fototerapia, lampade abbronzanti e ad alogenuri metallici, corpi incandescenti, apparecchi con sorgenti Ipl per uso medico o estetico, sono alcuni dei casi in oggetto. Tra le cause più comuni d’incidente, rientrano: l’esposizione oculare improvvisa durante operazioni di allineamento, il malfunzionamento delle apparecchiature, gli interventi tecnici impropri sui generatori di alta tensione e i sistemi di protezione e interventi di riparazione non adeguati. E non è sempre semplice stimare l’incidenza di questo genere di infortuni lavorativi, perché gli effetti non si manifestano nell’immediato e non sempre è quantificabile la “dose” di esposizione.

È dunque per il suo ruolo di responsabilità e di estrema competenza che oggi l’ingegnere deve lavorare in prima linea, a fianco degli enti e delle aziende: «Individuare nuovi fattori di rischio e trovare nuove soluzioni – ha spiegato Antonio Leonardi, consigliere delegato Commissione Sicurezza dell’Ordine e presidente nazionale Anis – è il compito a cui siamo chiamati, soprattutto quando tratta di tematiche non ancora del tutto esplorate. Il nostro impegno è costante e siamo fiduciosi, nonostante i numeri non siano incoraggianti, visto che gli incidenti mortali, nel 2009, sono stati 84 casi con un incremento di 7 morti rispetto all’anno precedente». Il seminario ha fornito le conoscenze tecnico-scientifiche ai fini della valutazione del rischio. Il tutto con il supporto di esperti relatori, coordinati dal segretario della Commissione sicurezza Elisa Gerbino: Pina Scandurra (responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione Azienda ospedaliera “Garibaldi” di Catania); Mario Lazzaro (medico del lavoro – Sasol Italy); Benedetto Savatteri, ingegnere esperto qualificato e Massimiliano Barone, Rspp Istituto nazionale di geofisica e Vulcanologia – sez Catania e Palermo).

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