Sciopero immigrati

Un giorno senza di noi. Sciopero immigrati.
Centinaia di volontari italiani e stranieri per ripulire le città
oltre 600 classi coinvolte in tutta Italia

“Un giorno senza di loro? Impensabile, anacronistico, grottesco”. Così ha dichiarato Simone Andreotti, del Direttivo nazionale di Legambiente, motivando l’adesione dell’associazione ambientalista alla giornata “Primo Marzo. Un giorno senza di noi – lo sciopero degli stranieri”.

A mobilitarsi, insieme ai volontari di Legambiente e ai rifugiati politici riuniti a Roma, anche moltissime scolaresche impegnate, dal Nord al Sud, in dibattiti e incontri dedicati ai temi della migrazione, perché proprio la scuola deve essere il primo esempio di integrazione, accoglienza e costruzione reale della comunità.

Nelle città a più alto impatto migratorio, i volontari dei circoli di Legambiente insieme alle comunità di migranti si rimboccano letteralmente le maniche per una minuziosa pulizia dalla spazzatura abbandonata nelle aree verdi. Da Milano a Verona, da Napoli a Trento, tante iniziative si svolgeranno in contemporanea oggi per ribadire che i migranti sono parte dell’Italia, non solo per i lavori che svolgono, ma perché rappresentano un pezzo sano della nostra società, contribuendo ogni giorno allo sviluppo del nostro Paese.


“I fatti di Rosarno, gli scandali sulla gestione dei centri di accoglienza, la cultura razzista che si sta diffondendo – spiega Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente – ci indignano e ci spingono ad impegnarci per una nuova cultura dell’accoglienza e della condivisione che superi i limiti delle politiche sull’immigrazione adottate negli ultimi anni e che tenga conto del fatto che il numero dei migranti continuerà ad aumentare. Ogni anno, a causa dei cambiamenti climatici infatti, oltre 6 milioni di persone diventano profughi ambientali”.

A Roma i volontari di Legambiente insieme a centinaia di rifugiati politici dell’Afghanistan, dell’Eritrea, del Kurdistan, del Togo e della Costa d’Avorio si sono impegnati per ripulire il Parco di Colle Oppio dai rifiuti e dal degrado. Gli incontri tra le classi delle scuole superiori romane e gruppi di immigrati, l’allestimento di una sala da the afgana e di un caffè eritreo in piazza, hanno reso la mattinata anche un momento di festa e amicizia multietnica.

“E’ necessario mettere in campo una politica sull’immigrazione che punti sulla reale integrazione, sui servizi di qualità per fornire strumenti efficaci ai rifugiati e più in generale ai migranti, per garantire la pratica dei propri diritti e dei doveri in modo da garantire a tutti una vita dignitosa, al riparo dai rischi di coinvolgimento da parte della criminalità organizzata”.

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