Scuola legalità

March 5, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Comunicati 

Riportiamo il comunicato del Ministero della Pubblica Istruzione  su una iniziativa scuola legalità.
Ciclo di convegni a Milano su “Lotta alla mafia ed educazione alla legalità
Domani il primo incontro a San Siro

Comincerà domani a Milano, presso lo stadio San Siro, il ciclo di convegni sul tema “Lotta alla mafia ed educazione alla legalità” organizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con il Consorzio San Siro 2000. Al primo incontro, che si terrà alle ore 11 nella sala Executive dello stadio, parteciperanno il Questore di Milano Vicenzo Indolfi, Pierfrancesco Barletta del Consorzio San Siro 2000 e don Gino Rigoldi, cappellano dell’Istituto penale minorile “C. Beccaria” di Milano e presidente dell’associazione Comunità Nuova.

L’iniziativa fa parte del progetto “Lo sport contro la violenza”, iniziato lo scorso ottobre quando più di mille studenti hanno assistito a San Siro alla partita Inter-Palermo, manifestando a favore del tifo sportivo e contro la violenza. L’obiettivo del progetto infatti è promuovere una cultura sportiva che metta al centro del tifo il divertimento e il fair play.

Agli incontri successivi parteciperanno come relatori magistrati, giornalisti, scrittori e operatori di pubblica sicurezza. Al termine dei lavori gli studenti avranno la possibilità di visitare lo stadio accompagnati da operatori che ne illustreranno la storia e i momenti più importanti.


Ddl lavoro

March 5, 2010 by admin · 1 Comment
Filed under: Leggi e norme 

Nuovo pericolo per l’articolo 18, governo pronto ad aggirarlo nel ddl lavoro. Epifani, si opera una vera e propria controriforma, faremo ricorso.

Di nuovo a rischio l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Questa volta non si propone la cancellazione della norma che tutela i lavoratori dal licenziamento senza giusta causa, come avvenne nel 2002, ma semplicemente di ignorarla.

Nel disegno di legge 1167-B, ‘recante norme in materia di lavoro pubblico e privato’, in esame presso la commissione Lavoro del Senato e in attesa del via libera da parte dell’Aula di Palazzo Madama, si prevede che le controversie tra il datore di lavoro e il dipendente possano essere risolte anche in sede di arbitrato, in alternativa al giudice del lavoro, che deciderà “secondo equità” e non sulla base della legislazione. L’articolo 33 del ddl lavoro , infatti, sostituisce l’articolo 410 del codice di procedura civile, istituendo misure di conciliazione di controversie anche in via arbitrale. La Consulta Giuridica del Lavoro della CGIL aveva già denunciato questo radicale cambiamento parlando di un attacco ai diritti dei lavoratori, e di limiti imposti all’azione della magistratura, paventando il rischio concreto di una “controriforma” del processo del lavoro.

Le ragioni, scrivevano i giuristi della CGIL, stanno soprattutto in quegli aspetti del disegno di legge “in cui è prevista la devoluzione ad arbitri delle controversie di lavoro, sottraendo alla giurisdizione ordinaria la tutela dei diritti dei lavoratori.


Se per giunta gli arbitri possono decidere ’secondo equità’, che in realtà significa anche poter non tener conto di leggi e contratti, ma solo di un loro ‘buon senso’ e se per di più ciò può essere legittimamente disposto nella lettera di assunzione, nel momento in cui il lavoratore è più debole, se ne capisce il senso di “controriforma”. Inoltre, in una materia particolarmente delicata come quella dei licenziamenti, per la Consulta Giuridica della CGIL, “il giudice dovrà tener conto delle nozioni di giusta causa e giustificato motivo espresse dalle parti in sede di certificazione; nozioni che, qualora fossero definite nel contratto di assunzione, finirebbero per capovolgere i fondamenti del diritto del lavoro, nato per tutelare il contraente debole nel rapporto di lavoro”.

Sul tema è intervenuto oggi lo stesso Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, ricordando come il sindacato stia da tempo denunciando questo aspetto. “Questo ddl opera una vera e propria controriforma delle basi del diritto del lavoro italiano”, ha detto il leader sindacale da Bologna per il congresso della Camera del Lavoro. Il disegno di legge, ha spiegato, porta sostanzialmente a una forma di arbitrato obbligatorio che farebbe saltare le forme tradizionali delle tutele contrattuali e delle libertà dei lavoratori di poter adire a queste scelte”. Secondo Epifani, “in questo modo naturalmente si rende il lavoratore più debole. Se lo si fa addirittura nel momento del suo ingresso nel lavoro lo si segna per tutta la vita. Per questo siamo contro questo principio e speriamo che non venga approvato. In ogni caso – ha concluso Epifani – faremo ricorso se ci sono le condizioni di legittimità costituzionale”.

Roma, 4 marzo 2010

da www.cgil.it  - il portale del lavoro

Turnover

March 4, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Turnover 

Il Presidente della CNA Malavasi: «Per il lavoro giocare d’attacco. Impegno comune per riattivare pienamente il turnover. Dobbiamo rendere efficiente il rapporto tra domanda e offerta».

«Nonostante la crisi e nonostante le pesanti conseguenze sul piano occupazionale, le piccole imprese resistono. Certo, la diminuzione dei posti di lavoro c’è stata, ma è dovuta soprattutto al blocco del turnover. Anzi, a differenza della grande industria, i nostri associati hanno dimostrato un’ostinata determinazione nel difendere a ogni costo l’occupazione, nel non volere mandare a casa i propri dipendenti, nel tentare di salvaguardare quelle competenze e quell’esperienza costruite nel corso di anni di collaborazione». Ivan Malavasi, presidente della Cna, commenta così i dati sull’occupazione resi disponibili in questi giorni, che svelano solo adesso la vera portata della crisi. Una realtà che il leader dell’associazione nazionale degli artigiani conosce bene: è un imprenditore anche lui, e sa che nelle piccole imprese il rapporto tra datore di lavoro e dipendente va ben oltre i legami contrattuali, implicando un tacito patto di responsabilità, che spesso porta il titolare dell’impresa a condividere le difficoltà con i propri collaboratori. Domanda. Sono circa 100 mila i posti di lavoro persi nel settore dell’artigianato, eppure lei sostiene che «i piccoli» hanno tenuto… Risposta. Siamo ancora all’interno di una lunga recessione che si sta rivelando, per i paesi europei, molto più dura del previsto. È naturale che ci siano delle ricadute sull’occupazione e che queste emergano con qualche mese di ritardo rispetto alle rilevazioni dei principali indicatori economici. I dati sono senza dubbio preoccupanti, ma per quanto riguarda il nostro settore, posso dire che si è fatto il possibile per mantenere inalterata la forza lavoro: siamo in presenza di un calo delle assunzioni amplificato dal sostanziale blocco del turnover. Turn-over che, nell’artigianato, per motivi strutturali, è particolarmente elevato, pari a circa il 30% degli occupati. La diminuzione dell’occupazione ha interessato principalmente le qualifiche più basse, da sempre caratterizzate da elevata mobilità interaziendale, mentre si registra una forte tenuta della manodopera specializzata, elemento qualificante dell’impresa di piccola dimensione.


D. Secondo lei è stato fatto tutto il possibile per sostenere i lavoratori? R. Diciamo che abbiamo giocato in difesa. L’ampliamento e il rafforzamento degli strumenti di sostegno al reddito, unitamente alla volontà delle imprese di non privarsi delle risorse umane, hanno consentito una gestione meno traumatica, rispetto ad altri paesi, degli effetti della crisi. Il sistema degli ammortizzatori sociali, grazie anche all’importante ruolo svolto dagli enti bilaterali, ha consentito il mantenimento dell’attività per migliaia di imprese e, contestualmente, il sostegno al reddito di centinaia di migliaia di lavoratori. D. Queste misure saranno sufficienti anche per il 2010? R. Noi dobbiamo guardare avanti , pensare a quale occupazione dopo la crisi e creare le condizioni per ripristinare il circuito virtuoso tra domanda e offerta di lavoro. A tal fine è fondamentale determinare politiche formative e di sostegno al reddito che risultino quanto più vicine alle necessità dei lavoratori e delle imprese. A questo proposito abbiamo messo in cantiere due iniziative importanti che riguardano l’apprendistato e la formazione. D. Per quanto riguarda l’apprendistato siete impegnati nella definizione di un accordo interconfederale con le altre associazioni di categoria dell’artigianato e i sindacati. Cosa cambierà? R. L’accordo che sta maturando riguarda l’apprendistato Professionalizzate e nasce, appunto, per dare nuovo impulso all’occupazione giovanile. La vera novità è che la formazione vedrà finalmente il proprio baricentro in azienda, attraverso la piena valorizzazione della capacità formativa dell’impresa e dei percorsi di apprendimento per competenze, superando quelle distorsioni di ordine burocratico-formalistico che hanno creato una preoccupante frattura tra domanda e offerta formativa. In questo scenario, il ruolo degli enti bilaterali potrà essere ulteriormente valorizzato. D. Ci sono novità anche per quanto riguarda la formazione? R. Il 17 febbraio scorso, abbiamo firmato un protocollo di intesa tra governo, regioni, province autonome e parti sociali che stabilisce, per il 2010, le linee guida per offrire ai lavoratori inoccupati, disoccupati e destinatari di interventi di sostegno al reddito un percorso di formazione o riqualificazione, attraverso un più incisivo coinvolgimento del ruolo delle organizzazioni di rappresentanza sindacali e datoriali. Una formazione mirata agli effettivi bisogni delle imprese e rispondente alle necessità professionali dei lavoratori. Un percorso che dovrà essere concreto e attuale, volto a ottimizzare il rapporto tra domanda e offerta di lavoro e non astratto o inutile, come talvolta è accaduto in passato.

Sciopero immigrati

March 3, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Sciperi, sciopero 

Un giorno senza di noi. Sciopero immigrati.
Centinaia di volontari italiani e stranieri per ripulire le città
oltre 600 classi coinvolte in tutta Italia

“Un giorno senza di loro? Impensabile, anacronistico, grottesco”. Così ha dichiarato Simone Andreotti, del Direttivo nazionale di Legambiente, motivando l’adesione dell’associazione ambientalista alla giornata “Primo Marzo. Un giorno senza di noi – lo sciopero degli stranieri”.

A mobilitarsi, insieme ai volontari di Legambiente e ai rifugiati politici riuniti a Roma, anche moltissime scolaresche impegnate, dal Nord al Sud, in dibattiti e incontri dedicati ai temi della migrazione, perché proprio la scuola deve essere il primo esempio di integrazione, accoglienza e costruzione reale della comunità.

Nelle città a più alto impatto migratorio, i volontari dei circoli di Legambiente insieme alle comunità di migranti si rimboccano letteralmente le maniche per una minuziosa pulizia dalla spazzatura abbandonata nelle aree verdi. Da Milano a Verona, da Napoli a Trento, tante iniziative si svolgeranno in contemporanea oggi per ribadire che i migranti sono parte dell’Italia, non solo per i lavori che svolgono, ma perché rappresentano un pezzo sano della nostra società, contribuendo ogni giorno allo sviluppo del nostro Paese.


“I fatti di Rosarno, gli scandali sulla gestione dei centri di accoglienza, la cultura razzista che si sta diffondendo – spiega Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente – ci indignano e ci spingono ad impegnarci per una nuova cultura dell’accoglienza e della condivisione che superi i limiti delle politiche sull’immigrazione adottate negli ultimi anni e che tenga conto del fatto che il numero dei migranti continuerà ad aumentare. Ogni anno, a causa dei cambiamenti climatici infatti, oltre 6 milioni di persone diventano profughi ambientali”.

A Roma i volontari di Legambiente insieme a centinaia di rifugiati politici dell’Afghanistan, dell’Eritrea, del Kurdistan, del Togo e della Costa d’Avorio si sono impegnati per ripulire il Parco di Colle Oppio dai rifiuti e dal degrado. Gli incontri tra le classi delle scuole superiori romane e gruppi di immigrati, l’allestimento di una sala da the afgana e di un caffè eritreo in piazza, hanno reso la mattinata anche un momento di festa e amicizia multietnica.

“E’ necessario mettere in campo una politica sull’immigrazione che punti sulla reale integrazione, sui servizi di qualità per fornire strumenti efficaci ai rifugiati e più in generale ai migranti, per garantire la pratica dei propri diritti e dei doveri in modo da garantire a tutti una vita dignitosa, al riparo dai rischi di coinvolgimento da parte della criminalità organizzata”.

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