Campagna OSHA 2010-2011 per la manutenzione sicura sui luoghi di lavoro
Per il biennio 2010-2011 si prevede una nuova campagna dell’OSHA (Occupational Safety and Health Administration) che riguarderà la manutenzione sicura sui luoghi di lavoro. Questo sarà utile per sensibilizzare le aziende e gli stati della comunità europea che hanno precedentemente partecipato alla campagna in tema valutazione dei rischi.
Introducendo la nuova iniziativa, il presidente dell’OSHA, Jukka Tarala, ha dichiarato che: “Con oltre 450 europei che perdono la vita ogni giorno per cause legate all’attività lavorativa, ed il 6% del PIL Europeo perso a causa di infortuni sul lavoro e malattie, è essenziale continuare ad occuparci della salute e sicurezza sul luogo di lavoro. Sono convinto che la campagna sulla manutenzione sicura si fonderà sul successo della campagna sulla valutazione dei rischi e continuerà a rivolgersi ai lavoratori europei”.
La nuova campagna inizierà ufficialmente il 28 aprile 2010 e si diramerà man mano in tutta Europa presso tutti i Governi degli stati che hanno partecipato al precedente progetto.
In questi due anni verrà posta l’attenzione sull’importanza della manutenzione per la sicurezza sul lavoro di tutti i lavoratori che si occupano della manutenzione aziendale, proprio perché mantenere sempre in sicurezza il luogo di lavoro serve a proteggere la vita di tutti i dipendenti, compresi eventuali lavoratori esterni che si trovano a lavorare in azienda per brevi o lunghi periodi.
Ricordiamo che grazie all’OSHA si è avuta la possibilità di accedere ad una grande banca dati sulla valutazione dei rischi che ha permesso di snellire moltissimo la burocrazia per tutti i datori di lavoro che ora si trovano personalmente a dover compilare il DVR (Documento Valutazione Rischi) per la propria azienda. Per cui oggi la compilazione del DVR può essere effettuata in modo semplice e senza errori da qualunque imprenditore.
Lavoro nero
Le dichiarazioni di Vecchioni (Confagricoltura) sul lavoro nero: “bene il piano Sacconi, tolleranza zero contro lo sfruttamento.
Confagricoltura ha accolto con favore il Piano straordinario contro il lavoro nero approvato dal Consiglio dei Ministri, fortemente voluto dal ministro Sacconi, con l’obiettivo di combattere il fenomeno nel Mezzogiorno.
“Ben vengano piani straordinari finalizzati ad intensificare l’attività di vigilanza nelle zone a maggiore rischio di illegalità – ha commentato il presidente Federico Vecchioni – purché le verifiche vengano effettivamente e finalmente indirizzate verso le imprese che operano in modo sommerso e sfruttano i lavoratori.”
Su questo Confagricoltura ha già dichiarato in tutte le sedi competenti e nel corso delle audizioni svoltesi nei giorni scorsi, che non intende rappresentare e tutelare agricoltori che sfruttano i lavoratori immigrati e che è pronta a fare tutte le verifiche del caso al proprio interno.
“Occorre però evitare – ha proseguito il presidente Vecchioni – che questi gravi fatti possano incidere negativamente sul sistema, già di per sé piuttosto complesso, che regola l’accesso dei lavoratori extracomunitari nel nostro Paese, e possa quindi comportare ritardi nell’emanazione del decreto flussi e riduzioni di quote.”
Resta ferma l’esigenza, per l’Organizzazione degli imprenditori agricoli, che le misure repressive, che pure sono necessarie, vengano accompagnate da provvedimenti finalizzati a promuovere il lavoro regolare attraverso la semplificazione delle procedure e l’alleggerimento degli oneri previdenziali.
Lavoro Stranieri
Lavoro stranieri: un binomio indispensabile per il mondo del lavoro in Italia. Il direttore generale della Confagricoltura, Vito Bianco, ha ribadito questo semplice concetto, l’agricoltura ha bisogno del lavoro degli immigrati. A tal proposito occorre snellire le procedure di assunzione e predisporre dei piani straordinari per combattere l’illegalità.
“I lavoratori extracomunitari rappresentano una risorsa importantissima per le imprese agricole, soprattutto nella zootecnia e nelle attività stagionali. Sempre più spesso, infatti, le aziende agricole ricorrono al lavoro degli immigrati”. Lo ha ribadito il direttore generale della Confagricoltura, Vito Bianco, intervenendo al convegno “Immigrazione e agricoltura” organizzato a Roma dalla Fondazione Cloe.
Bianco ha ricordato che attualmente i lavoratori stranieri rappresentano circa il 10 per cento della forza lavoro in agricoltura. Si tratta di circa 90.000 lavoratori, di cui 17.000 a tempo indeterminato e 73.000 a tempo determinato. A questi bisogna aggiungere un numero altrettanto rilevante di lavoratori provenienti da Paesi neo-comunitari (in particolare Romania e Polonia).
“In agricoltura quindi – ha proseguito il direttore generale – il riferimento è il lavoro regolare, come dimostrano i dati INPS, e le imprese agricole rappresentano spesso un luogo di coesione sociale, giacché il lavoro regolare e l’alloggio, che viene fornito dalle aziende agricole, sono strumenti fondamentali per un’integrazione effettiva e dignitosa nella nostra società.”
Il settore agricolo, inoltre, costituisce “terra di frontiera” per gli immigrati, poiché le imprese agricole – per le numerose occasioni di impiego che offrono – sono spesso per chi arriva nel nostro Paese la prima vera occasione di impiego regolare.
Bianco ha rilevato che purtroppo il mondo politico e l’opinione pubblica si interessano di lavoro agricolo solo nel momento patologico, e cioè quando intervengono gravi fatti di cronaca come quelli recentemente avvenuti a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria.
Al riguardo ha precisato che “la difficile situazione del settore agricolo, ed in particolare di certe produzioni, come quelle agrumicole, che indubbiamente esiste e che ha comportato una contrazione del reddito degli agricoltori, non può giustificare in alcun caso lo sfruttamento dei lavoratori.”
Su questo Confagricoltura ha già dichiarato in tutte le sedi competenti, nel corso delle audizioni svoltesi nei giorni scorsi, che non intende rappresentare e tutelare agricoltori che sfruttano i lavoratori immigrati e che è pronta a fare tutte le verifiche del caso al proprio interno.
“Ben vengano, quindi – ha concluso il direttore generale – piani straordinari finalizzati ad intensificare l’attività di vigilanza nelle zone a maggiore rischio di illegalità, purché le verifiche vengano effettivamente e finalmente indirizzate verso le imprese che operano in modo sommerso e sfruttano i lavoratori.”
Occorre però evitare che questi gravi fatti possano incidere negativamente sul sistema, già di per sé piuttosto complesso, che regola l’accesso dei lavoratori extracomunitari nel nostro Paese, e possa comportare ritardi nell’emanazione del decreto flussi e riduzioni di quote.”
L’agricoltura, infatti, non può andare avanti senza il loro apporto e gli agricoltori, più degli altri imprenditori, non possono attendere i tempi della burocrazia, pena il rischio di perdere le produzioni.
È quindi indispensabile – a parere della Confagricoltura – accelerare i tempi per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro, dotando gli sportelli unici per l’immigrazione di una vera autonomia funzionale e di adeguate risorse umane.
L’Organizzazione agricola rileva, comunque, che ogni auspicato disegno moralizzatore deve avere alla base la consapevolezza che il lavoro in agricoltura deve godere di strumenti di flessibilità e di agevolazioni contributive tali da favorire la stabilizzazione occupazionale e lo sviluppo dell’economia primaria.
Avanti c’è posto: di lavoro. Know Future Festival
presso la Regione Lazio, ha avuto luogo la presentazione della Conferenza regionale del lavoro dal titolo “Avanti c’è posto. Di lavoro”, organizzata dall’Assessorato al Lavoro, alle Pari Opportunità e alle Politiche giovanili, e che si terrà il 26-27-28 gennaio presso lo Spazio Etoile di Piazza San Lorenzo in Lucina. A chiusura della tre giorni di dibattito, il 28 gennaio presso la Casa del Cinema di Villa Borghese, avrà luogo il “Know Future Festival. Conosci il tuo futuro”, un evento organizzato da BIC Lazio, in collaborazione con Uniroma Network. Il Festival sarà un’occasione per far conoscere al mondo dei giovani, e in particolare agli studenti universitari, le diverse professionalità che operano nel mondo delle Arti, dal giornalismo, al montaggio audio e video, alla grafica, alla musica, al cinema.
Le inviamo il link del servizio sulla presentazione, che ha visto la presenza di Alessandra Tibaldi, Assessore al Lavoro, alle Pari Opportunità e Politiche giovanili della Regione Lazio. In allegato troverà il Comunicato Stampa ufficiale dell’evento, emanato dalla Regione Lazio.
