Lavoro e scuola. Cronaca della scuola che non c’è
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Un anno lungo un sogno. Cronaca della scuola che non c’è
Le facili chiacchiere del Governo, piene di luoghi comuni e prescrizioni salvifiche e la realtà di una scuola sempre più povera e demotivata. Ma a volte i sogni si avverano. Un articolo di Ermanno Detti.
Si aprono le scuole: cosa si aspettano gli alunni, i docenti, i genitori? Di trovare una scuola accogliente, dove si impara, certo a leggere a scrivere a far di conto, ma anche si impara a imparare, a vivere, a crescere, a stare insieme, a capire. Una scuola dove tutti imparano e crescono, anche gli insegnanti, anche i dirigenti, anche gli addetti alle segreterie e i collaboratori scolastici, anche i genitori. Dove tutti collaborano e se qualcuno si trova in difficoltà viene aiutato e non respinto. Una scuola seria e rigorosa e, se serve, anche severa. Una scuola che guarda al futuro dei suoi giovani allievi e del Paese.
È il sogno di una scuola che non c’è, purtroppo, come quella che immagina Ermanno Detti nell’articolo qui pubblicato.
Roma, 16 settembre 2009
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Un anno lungo un sogno
Cronaca della scuola che non c’è
di Ermanno Detti
Anno scolastico 2009-2010. Entro in aula regolarmente. Gli alunni sono sereni, pieni di aspettative, desiderosi di apprendere. Sono il loro docente e mi sento felice di vederli interessati. Anche il loro numero è imprecisato, ma sono tranquillo, in questa scuola nessuna classe ha più di 25 alunni. È un numero flessibile peraltro, si abbassa in caso che vi sia la presenza di qualche alunno con particolari difficoltà.
Inizio la lezione e tutto procede regolarmente. Passano i giorni e qualche mese. Se c’è un alunno con qualche problema di inserimento mi preoccupo, ma so che possiamo farcela, io, l’alunno e gli altri insegnanti. Ci conosciamo tutti in questa scuola e la collaborazione con i colleghi è facilitata. Se c’è un alunno in difficoltà se ne parla, si decide se iniziare o meno un colloquio più intenso con la famiglia, se intervenire con qualche forma di recupero.
Gli insegnanti in questa scuola sono quasi tutti di ruolo, non c’è il solito avvicendamento, non ci sono precari che vanno e vengono con gli alunni che non ci capiscono più niente, con le classi che si sfasciano per il carosello dei docenti. Grazie signor Ministro per aver dato questa stabilità, questa continuità al nostro lavoro. Tutti gli italiani dovrebbero ringraziarti perché stai permettendo al nostro Paese un significativo sviluppo culturale. E con modica spesa, un docente precario e un docente di ruolo alla fin fine costano quasi lo stesso. Una manciata di euro in più all’anno e tutto funziona meglio. Gli alunni qui non solo studiano, frequentano anche la biblioteca scolastica che tu, signor Ministro, hai permesso di aggiornare con l’acquisto di buoni e nuovi libri. Addetto alla biblioteca quest’anno c’è anche un bibliotecario preparato con un corso di aggiornamento specifico. Se le cose andranno avanti così dalla futura scuola usciranno lettori forti, amanti della lettura e gli italiani lettori non saranno più agli ultimi posti nel mondo. Ma poi qui, accanto alla biblioteca, c’è anche la sala computer e la sala proiezioni. E la didattica ne trae grandi benefici. La scuola è pulita, nei bagni, ma perché lo scrivo?, c’è sempre la carta igienica. Il personale di segreteria ha tutto il materiale a disposizione per lavorare, i collaboratori scolastici collaborano davvero. Un collaboratore scolastico mi ha accompagnato anche in gita scolastica. E sì che qualcuno aveva detto che era meglio un’impresa di pulizie. Grazie Ministro dell’Economia per non averci tagliato anche questa risorsa. Siamo quasi alla fine dell’anno. Non ci sarebbe altro da scrivere, perché tutto si è svolto normalmente. C’è stato qualche sciopero, mi pare, per il rinnovo dei contratti e per salvaguardare alcuni diritti. Ma senza grandi tensioni, tanto che se c’è stato appena me lo ricordo: il contratto comunque è andato in porto, gli insegnanti sono soddisfatti, i sindacati pure. Non mi pare che ci siano state discriminazioni di sorta in questo anno scolastico, tutto si è svolto regolarmente. Non ci sono state misure razziste contro gli immigrati, c’è maggiore sicurezza perché sono stati aumentati gli stanziamenti per le forze dell’ordine (la stravecchia idea delle ronde è stata finalmente accantonata!), le risorse dello Stato sono state equamente distribuite tra Nord e Sud, il dialetto magari è stato insegnato nella scuola, ma per approfondimento culturale e non per discriminare qualcuno, i docenti (e anche il Dirigente) provengono da varie parte d’Italia e nessuno dice niente, non c’è mica bisogno di passaporti per insegnare nelle scuole della Repubblica. Ora ci saranno scrutini ed esami, ci saranno i promossi e i bocciati, si sa. Ma noi abbiamo fatto il possibile per dare a tutti la migliore formazione. Molti extracomunitari ormai parlano meglio la nostra lingua, il processo di integrazione culturale va avanti. Questo ci sembra importante, che si vada avanti, senza assurde discriminazioni, senza alunni a cui è vietata la scuola perché i genitori non sono regolarizzati, senza che i docenti debbano denunciare i genitori di un alunno. E poi ci saranno le prove dell’Invalsi. Sono sicuro che siccome tutto è andato normalmente i nostri alunni non risulteranno tra gli ultimi in Europa. A proposito, facciamo attenzione durante le prove, prendiamo seriamente le prove Invalsi. Signor Ministro, faccia magari una circolare in proposito. Sennò potrebbe accadere come quell’anno in cui gli alunni del Sud risultarono più bravi di quelli del Nord e poi qualcuno imbrogliò le carte, disse che al Sud gli alunni avevano copiato e il risultato alla fine si capovolse. Se fossi stato Ministro, in quell’occasione mi sarei vergognato per la figuraccia e mi sarei dimesso. Signor Ministro Gelmini, questo non è un sogno, o meglio è un sogno ad occhi aperti, è un desiderio, comune a molti italiani, a molti docenti, a molti lavoratori, a molti genitori. Un desiderio di un anno scolastico normale, come quelli di un tempo. Quando ancora non c’era lei e il suo Governo. Lei e il suo Governo state invece sfasciando le nostre migliori istituzioni. Io sono contrario, insieme ad altri, a questa sciagura e sono tra quelli che cercherà in ogni modo di impedirglielo, affinché il sogno non resti solo un desiderio.
Lavoro nella scuola. Concorso a 145 posti Ispettori scolastici: sedi di svolgimento delle selezioni

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Concorso a 145 posti Ispettori scolastici: sedi di svolgimento delle selezioni
Con specifico avviso il MIUR ha stabilito le sedi scolastiche nelle quali si svolgeranno il 21 settembre 2009 le prove di selezione per il concorso a dirigente tecnico.
Il Direttore generale per le Risorse Umane del Ministero dell’Istruzione ha comunicato con specifico avviso le sedi scolastiche di svolgimento del concorso per 145 posti di Ispettore scolastico che era stato rinviato al 21 settembre 2009.
I candidati, in riferimento agli ambiti territoriali prescelti con la domanda, dovranno presentarsi alle ore 8,30 del 21 settembre 2009 nelle sedi scolastiche indicate nell’avviso.
La prova di durata di 90 minuti, con inizio alle ore 10,00 in tutto il territorio nazionale, si articola su 90 quesiti a risposta multipla con 4 risposte di cui una soltanto esatta e la commissione ha stabilito i punteggi (1 punto per risposta esatta, -0,5 per risposta errata, -0,25 per risposta omessa).
Nella Gazzetta Ufficiale serie speciale “Concorsi ed esami” del 12 febbraio 2010 sarà pubblicato l’elenco dei candidati ammessi a sostenere le prove scritte.
Roma, 8 settembre 2009
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Iniziativa nazionale Uil Scuola per sostenere il lavoro

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Comunicato stampa della Uil Scuola
Di Menna: modernizzare il nostro sistema
di istruzione attraverso le reti di scuola,
organici pluriennali e stabili e garanzia di continuità al personale e agli studenti. Rinnovare il contratto.
Appello alle Regioni e al Governo perché vengano concretizzate le intese e approvato il provvedimento
al Consiglio dei Ministri di mercoledì.
Le scuole sono ferme ad una legge del 1974, quella degli organi collegiali – è iniziato con una sfida aperta per la modernizzazione, l’innovazione, la qualità della scuola statale, l’intervento di Massimo Di Menna alla riunione di Napoli nell’ambito dell’iniziativa nazionale della Uil Scuola per sostenere il lavoro.
Una serie di iniziative che sono in corso in tutti i capoluoghi di provincia, e che fanno registrare la partecipazione di migliaia di lavoratori della scuola, per dare voce alle Rsu, e alle proposte, le considerazioni, le esperienze di insegnanti e personale Ata.
Questa iniziativa nasce con l’intento di coinvolgere direttamente il personale che lavora a scuola, tutti coloro che devono fare salti mortali per garantire qualità alla scuola pubblica – ha aggiunto Di Menna rilanciando la proposta Uil Scuola: modernizzare il sistema di istruzione attraverso le reti di scuola, organici pluriennali e stabili e garanzia di continuità al personale e agli studenti.
A Napoli, per esempio – fa notare Di Menna – ci sono laboratori tecnologici e linguistici efficienti pagati grazie ai fondi europei ma, dopo i tagli agli organici, senza tecnici diventa difficile utilizzarli.
Classi troppo numerose, laboratori senza il personale tecnico, mancanza di collaboratori scolastici, su questi aspetti va fatto un monitoraggio per garantire il buon funzionamento delle istituzioni scolastiche e devono essere garantiti gli interventi in termini di organico.
Va assolutamente evitato di affrontare il problema delle supplenze distribuendo i ragazzi nelle diverse classi.
Riconoscere il lavoro – è il monito della Uil Scuola. L’impegno forte di questo anno – ha continuato Di Menna – è rivolto al rinnovo contrattuale per il prossimo triennio. Resta nella scuola una vera emergenza retributiva.
Abbiamo già presentato una piattaforma rivendicativa per rinnovare il contratto entro dicembre.
Il Governo – ha rilanciato il segretario della Uil Scuola – deve rispettare gli impegni assunti nel nuovo modello contrattuale, mettere i soldi e avviare subito la trattativa per riconoscere il lavoro e l’impegno di coloro che danno l’anima per garantire una buona scuola.
Bisogna riconoscere impegno e merito.
Forte il richiamo alla situazione del personale precario che non ha l’incarico rinnovato.
L’appello indirizzato alle Regioni e al Governo perché vengano concretizzate le intese e approvato il provvedimento al Consiglio dei Ministri di mercoledì.
L’emergenza di persone e famiglie senza stipendio dal primo settembre – ha detto Di Menna – ci impone di trovare ora una risposta: l’indennità di disponibilità è finalizzata a dare retribuzione e continuità nel servizio.
La Uil sostiene le rivendicazioni di chi è in una situazione di precarietà lavorativa e rilancia le sue proposte: incarichi pluriennali sui posti disponibili, immissioni in ruolo, concorsi per i giovani dove le graduatorie sono esaurite, perché – sottolinea Di Menna – senza questi interventi si sta già formando nuovo precariato.
Da tutte le manifestazioni d’Italia la sollecitazione pressante al Governo e alla forze politiche perché siano assicurati gli investimenti necessari per la scuola pubblica, frequentata dal 93% degli studenti italiani.
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Lavoro e scuola: come eravamo
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Nel filmato sopra: Un brano tratto da “La superstoria” andato in onda nel 2005. Viene mostrato uno spezzone della trasmissione “Ritratto di famiglia” del 1975.
10 settembre 2009, dalle ore 10.00 alle 13.00
Presidio della FLC Cgil davanti il MIUR di Viale Trastevere a sostegno delle lotte dei precari per la qualità della scuola. La FLC Cgil chiede risorse aggiuntive, l’abolizione dei tagli, un piano certo di immissioni in ruolo per docenti e ATA, per difendere l’occupazione e garantire la qualità del servizio scolastico nazionale.
Queste richieste, insieme alla denuncia dei tagli operati dal Ministro Gelmini, saranno al centro di un fitto calendario di iniziative, tra cui quella che si svolgerà nella mattinata del 10 settembre.
I componenti del Comitato Direttivo della FLC Cgil insieme ai dirigenti sindacali nazionali e ai lavoratori precari terranno un presidio nei pressi del Ministero dell’Istruzione.
Data: giovedì 10 settembre 2009
Ora: 10.00 – 13.00
Luogo: Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Indirizzo: viale Trastevere
Città: Roma
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