Bastava poco: storie di infortuni sul lavoro

June 30, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Sicurezza sul lavoro 

 

Bastava poco – esperienze di mancata prevenzione sul lavoro è il titolo del testo liberamente consultabile e scaricabile online redatto da ACLI in collaborazione con INAIL dove vengono recensite alcune esperienze di infortunio e mancata prevenzione sui luoghi di lavoro.
Vere e reali storie di vita che si intrecciano con le tematiche della sicurezza sul lavoro e tutela antinfortunistica, uno spaccato della storia non solo delle persone protagoniste ma anche dell’Italia, tutta intera.
Il testo, di 9 capitoli più l’introduzione, conclusioni e postfazione, oltre a contenere le vicende che hanno toccato alcune persone e famiglie, riporta anche diversi dati statistici di fonte INAIL.
Tra le tabelle che, subito, nell’introduzione, rappresentano un indice di lettura efficace: il grafico sugli infortuni sul lavoro dal 2001 al 2007, la tabella con l’indice di frequenza degli infortuni mortali per ripartizione geografica nei cinque settori di attività più a rischio (2003-2005), Numero di infortuni denunciati per sesso e classe d’età (Rapporto annuale 2007).
Le persone intervistate, Zeno, Amal, Giovanni, Franco, Luciana, Paolo, Marco, Anna e Mauro, sono state scelte da un elenco di nominativi stilato dalle sedi locali del Patronato ACLI.
Tra le 40 persone ne sono state scelte 9 in base ad alcune caratteristiche: settore lavorativo di provenienza, tipo di contratto, età, genere e natura dell’infortunio.
L’eterogeneità del campione ha potuto, in tal modo, dare “voce” ad un più ampio insieme di persone.
Il testo può essere interamente scaricato o può essere scaricato singolarmente ogni capitolo.

Link: Il libro: Bastava poco (PDF)


Incredibili dichiarazioni del ministro Tremonti sull’indagine continua sulle forze di lavoro

June 26, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Precariato 

Via: www.flcgil.it

Le dichiarazioni del ministro dell’Economia Tremonti all’assemblea annuale della Confcommercio riguardanti l’indagine continua sulle forze di lavoro svolta dall’ ISTAT (l’indagine che fornisce i dati su occupazione e disoccupazione) rivelano un’ignoranza dell’argomento singolare per un ministro dell’economia e professore universitario.

L’indagine continua sulle forze di lavoro FOL è svolta dall’ISTAT utilizzando un campione rappresentativo delle famiglie molto ampio.
Sono i 317 rilevatori altamente professionalizzati che costituiscono la rete di rilevazione FOL (intervistatori distribuiti su tutto il territorio nazionale, assunti con contratti co.co.co. ) che eseguono la prima intervista alle famiglie con la tecnica CAPI (si recano presso l’abitazione per l’intervista, con l’ausilio di un computer). Ad intervalli di tempo successivi le stesse famiglie sono intervistate con la tecnica CATI (intervista telefonica) o con una nuova intervista personale.

Le interviste realizzate ogni anno sono più di 300.000, di cui il 45% ca. con la tecnica CAPI.
Non si comprende quindi come faccia il ministro Tremonti a parlare di un’indagine telefonica su “un campione di 1.000 persone”. La rilevazione ISTAT sulle forze lavoro fornisce dati affidabili, qualificati e attendibili, ed è svolta con procedure e standard definiti da un regolamento europeo.


Proprio nel momento in cui i dati rilasciati all’ISTAT certificano la crisi occupazionale in atto il ministro Tremonti ne mette maldestramente in discussione l’autorevolezza.

Sorprende che ciò avvenga proprio a pochi giorni dalla decisione dell’ISTAT di chiudere l’esperienza della rete di rilevazione FOL, ricorrendo all’esternalizzazione della rete mediante una gara d’appalto con la quale affidare ad una società privata proprio la parte CAPI della rilevazione, con costi elevatissimi (spesa prevista 16 mln di € per 2 anni), con inevitabili ricadute sulla qualità dei dati e l’occupazione, peraltro già molto precaria, dei 317 rilevatori della rete, molti dei quali assunti fin dal momento della sua costituzione (2002). Tutto questo pur di non accogliere la proposta della FLC Cgil d’internalizzare definitivamente la rete, con la costituzione di una struttura interna per la sua gestione e l’ assunzione dei rilevatori.

Il ministro Tremonti, invece di parlare a sproposito d’argomenti di cui dimostra scarsa conoscenza, per garantire all’opinione pubblica e al governo dati ancora più affidabili dovrebbe, insieme al ministro della Funzione Pubblica Brunetta, incoraggiare l’ISTAT ad attuare la soluzione che la FLC Cgil propone da anni.
In questo modo si avrebbe un risparmio per lo Stato e sarebbe garantita la massima qualità dei dati per i cittadini.

Roma, 25 giugno 2009


Precarietà per molti, welfare privilegio di pochi

June 23, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Precariato, Uncategorized 

Resta ampia, anche dopo i provvedimenti del Governo, la platea degli “esclusi”: il punto nel volume “Flex-insecurity”, di Fabio Berton, Matteo Richiardi e Stefano Sacchi.

Continuità dell’impiego, salari adeguati, stato sociale. Tre “argini” importantissimi per contenere il fenomeno della precarietà, crollati i quali non resta che constatare quanti e chi siano, oramai, i precari in Italia, proponendo riforme precise per “aggredire” il fenomeno su tutti e tre i fronti, appunto, carriere, salari e welfare.

Questo il tema di “Flex-insecurity”, un libro edito da Il Mulino (per la collana Studi e Ricerche) e curato da Fabio Berton, Matteo Richiardi e Stefano Sacchi. Il volume pone in primo piano – già nel sottotitolo – una domanda chiave: perché in Italia la flessibilità diventa precarietà ? Per il modo – questa la tesi degli autori – in cui la flessibilità stessa è stata introdotta. E le cose, con la crisi economica, rischiano di peggiorare ulteriormente, portando a una “deflagrazione del fenomeno”. Non solo: accanto a lavoratori atipici niente affatto precari, sono sempre di più i lavoratori a tempo pieno e indeterminato che, dal punto di vista sostanziale, possono essere definiti come precari.

Qualche numero: in Italia, notano gli autori, a non avere accesso ad alcuna forma strutturata di sostegno al reddito in caso di perdita del posto di lavoro erano la totalità dei parasubordinati, la gran parte dei lavoratori a termine e – questo il dato meno discusso – oltre il 10 per cento degli stessi lavoratori a tempo indeterminato. In pratica almeno 3,2 milioni di lavoratori, oggetto di recenti interventi da parte dell’esecutivo (una tantum per apprendisti e atipici, estensione della cassa integrazione in deroga).


È sufficiente? No, secondo gli autori, per i quali gli interventi in campo sono ancora poca cosa rispetto alla riforma complessiva della materia che l’introduzione della flessibilità “avrebbe richiesto”. Ancora ampia, infatti, anche alla luce delle norme introdotte, risulta la platea degli esclusi: tra il milione e mezzo e i 2 milioni di lavoratori, a seconda degli scenari considerati e in funzione del diverso contributo che potrà derivare dagli accordi con le regioni. Anche chi ha diritto alle varie una tantum e indennità “in deroga”, vedrà peraltro esaurirsi queste risorse molto presto, mentre la crisi occupazionale – avvertono gli autori – non si annuncia breve, con il risultato che da qui a pochi mesi la platea di lavoratori totalmente “privi di reddito” potrà diventare imponente, “quando anche i lavoratori che riescono ad accedervi esauriranno il diritto alle prestazioni”.

Diverse le concrete proposte di riforma suggerite dagli autori, dalla contribuzione unica al salario minimo, dall’indennità di terminazione alla tanto decantata quanto urgente (e ancora, a loro avviso, inattuata) riforma complessiva degli ammortizzatori sociali. L’obiettivo? Trasformare gli ammortizzatori sociali da privilegio di pochi a diritto di tutti, tramite una reale “flexicurity”, un neologismo di moda in Europa, da qualche anno, che consiste nel coniugare flessibilità e sicurezza tramite strategie politiche adeguate. Un concetto ambizioso che per il momento, in Italia, non trova riscontro nella realtà.

Fabio Berton è ricercatore presso il LABORatorio Revelli del Collegio Carlo Alberto di Torino e assegnista di ricerca in Statistica economica nel Dipartimento di Politiche pubbliche e Scelte collettive dell’Università del Piemonte orientale. Matteo Richiardi è ricercatore in Economia politica nell’Università Politecnica delle Marche e responsabile dell’Unità di microsimulazione del LABORatorio Revelli del Collegio Carlo Alberto di Torino. Stefano Sacchi è ricercatore in Scienze politiche all’Università di Milano e Acting director dell’Unità di ricerca sulla governance europea (U.r.g.e.) del Collegio Carlo Alberto di Torino.


Incontro sul tema del lavoro: la società solida degli “invisibili”

June 20, 2009 by admin · 1 Comment
Filed under: Rapporti 

 

C’è un popolo senza visibilità, quello del lavoro autonomo e della piccola imprenditorialità, che esprime la voglia di sviluppare una rinnovata rappresentanza dei propri interessi, in discontinuità con l’attuale primato delle dinamiche d’opinione nei processi di decisione politica.

Oltre a questa porzione solida della società, la realtà degli “invisibili” è fatta anche di giovani dal futuro incerto, lavoratori extracomunitari e badanti, “qualcosisti” impiegati in un terziario dai contorni confusi, che insieme compongono un mosaico spesso ignorato dalle statistiche ufficiali.

La società solida degli “invisibili” è il secondo appuntamento dell’iniziativa di metà anno, promossa dal Censis, per discutere e approfondire i temi della società italiana.

Interverranno:

Giuseppe Roma
Ester Dini
Giuseppe De Rita

Appuntamento lunedì 22 giugno ore 10.30 presso il Censis – Piazza di Novella, 2 – Roma.

Per ulteriori informazioni: www.censis.it


Next Page »

Intraprendere Blog Network

Magazine Blog Network, è ad oggi il più grande network italiano di blog professionali. Per proporci delle partnership, cambi, collaborazioni, avere informazioni pubblicitarie, inviarci un comunicato stampa contattateci. Il network è gestito da Ariapertalab, casa editrice e laboratorio di idee guidato da Giuseppe Piro.


il nostro network