Toscana – Cinque milioni contro la crisi, approvata la variazione di bilancio

Via libera al piano anticrisi della Toscana illustrato dal presidente Martini nella giunta programmatica che si è svolta il 9 febbraio a Villa Le Quiete, a Firenze. Nella seduta di ieri, la giunta ha approvato con una settimana di anticipo rispetto al previsto la variazione di bilancio che mette a disposizione 5 milioni di euro che saranno utilizzati per l’una tantum da 1.650 euro a vantaggio dei lavoratori – precari, atipici, tempi determinati o lavoratori di piccole imprese – rimasti senza impiego e privi fino ad oggi di ammortizzatori sociali. Gli stessi 5 milioni saranno utilizzati anche per l’ulteriore bonus, sempre da 1.650 euro, destinato a chi è rimasto senza lavoro ed ha un mutuo sulla prima casa: in questo caso ne potranno godere anche i lavoratori che già dispongono di ammortizzatori sociali. Prima che il provvedimento sia pienamente operativo, la variazione dovrà essere ora approvata dal Consiglio. La giunta nel frattempo scriverà il regolamento di attuazione, con cui saranno stabilite procedure, tetti di reddito e requisiti. Ai lavoratori, per ottenere il contributo, basterà rivolgersi agli uffici della Regione.
Con la variazione al bilancio di ieri la giunta stanzia anche 5 milioni di euro, disponiibli sul fondo di riserva, che serviranno a coprire le spese legate ad eventi calamitosi e danni provocati dal maltempo. I cinque milioni si aggiungono ai due già disponibili sul fondo nazionale e ai tre messi a disposizione dalla Regione a dicembre, utilizzati dagli enti locali per gli interventi più urgenti dopo l’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Toscana alla fine dell’anno e sper ripristinare la viabilità di paesi e frazioni rimasti isolati.
La giunta regionale ha dato ieri il via libera, infine, anche al trasferimento di 4,6 milioni a Fidi per il sostegno delle imprese, quota parte di quel pacchetto da 48 milioni di euro di fondi di garanzia che serviranno ad assicurare alle aziende toscane almeno 480 milioni di finanziamenti da parte degli istituti bancari per nuovi investimenti, ma anche per il consolidamento del debito a breve per quelle imprese che avevano acceso un prestito e, a causa della crisi, sono costrette ad allungarne il rientro. Il provvedimento, che servirà a limitare la stretta creditizia, era già operativo dal 12 febbraio. Già da dieci giorni le imprese possono godere delle garanzie, completamente gratuite. E lo possono fare semplicemente rivolgendosi ad una qualsiasi della banche, più di sessanta in tutta la Regione, che hanno sottoscritto l’accordo.
L’elenco completo è consultabile nella sezione di economia e finanza.
Imprese artigiane: favorire l’incremento dell’occupazione

La Camera di Commercio di Milano, la Provincia di Milano e la Camera di Commercio di Monza e Brianza intendono promuovere e favorire l’incremento dell’occupazione nelle imprese artigiane della provincia di Milano e della costituenda Provincia di Monza e Brianza.
Il presente bando è rivolto al sostegno di:
- assunzioni di lavoratori con contratti di apprendistato secondo le normative vigenti in materia (Misura 1)
- trasformazioni di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato(Misura 2)
Lo stanziamento sarà di 1.390.000 euro.
Interventi agevolabili:
- assunzione nel periodo 02 marzo 2009 – 31 agosto 2009 con contratto di apprendistato
- trasformazione nel periodo 02 marzo 09 – 31 agosto 2009 di un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato
Il contributo a fondo perduto verrà corrisposto in un’unica soluzione e sarà pari a:
- euro 2.000 per la Misura 1 – assunzione di lavoratori con contratti di apprendistato
- euro 3.000 euro per la misura 2 – trasformazione di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.
Ciascuna impresa partecipante potrà beneficiare del contributo per un solo intervento e per l’assunzione di un solo lavoratore.
Le domande di contributo in originale, redatte utilizzando esclusivamente la modulistica appositamente predisposta, potranno essere consegnate a mano, a seconda della competenza territoriale, al:
-Protocollo Generale della CCIAA di Milano – Via San Vittore al Teatro, 14, 20123 Milano (lun-gio 9.00/16.00 – ven. 9.00/13.00);
- Protocollo Generale della CCIAA di Monza e Brianza – Piazza Cambiaghi 9, 20152 Monza (lun-gio 9.00/13.00 – ven. 9.00-12.30)
- Protocollo di uno dei seguenti Uffici decentrati della Camera di Commercio di Milano (Lun-gio 9.00/16.00-ven 9.00/12.30): ASSAGO – Palazzo dei congressi strada 1; LEGNANO – Via Podgora, 2; MAGENTA – Via Pusterla, 3; RHO PERO – ss del Sempione, 28; SESTO SAN GIOVANNI – viale Marelli 5
- Protocollo degli Uffici decentrati della Camera di Commercio di Monza e Brianza (Lun-Ven 9.00/12,30): DESIO – Via Monsignor Cattaneo, 7 angolo Via Matteotti ; VIMERCATE – Via Torri Bianche 6 Ed. Tiglio
Oppure spedite mediante raccomandata A/R alla Camera di Commercio di Milano, Via Meravigli 9/B, 20123 Milano a partire dal 2 marzo fino al 31 agosto 2009.
Riunito il tavolo per la Indesit riguardo lo stabilimento di None

Una ferma opposizione ad ogni ipotesi di chiusura dello stabilimento di None e la disponibilità a sostenere tutte le iniziative possibili a supporto dei lavoratori, senza interferire nella trattativa fra le parti. E’ quanto ribadito il 10 febbraio in Regione, da tutte le istituzioni presenti alla prima riunione del tavolo convocato per affrontare la crisi della Indesit. Erano presenti, per la Regione, gli assessori al Lavoro, Teresa Angela Migliasso, e all’Industria, Andrea Bairati, che hanno concordato con le altre istituzioni sulla necessità di ricercare soluzioni diverse dalla chiusura, che appare assolutamente immotivata, sia rispetto alla situazione del mercato, sia rispetto alla possibilità e convenienza di produrre le lavastoviglie in altri siti produttivi.
Al termine dell’incontro i sindaci intervenuti hanno sottoscritto un documento in cui sottolineano che “la chiusura dello stabilimento di None rappresenterebbe un ulteriore grave depauperamento per l’economia del Pinerolese e di tutta la Provincia”, chiedendo pertanto all’azienda di scartare questa ipotesi e cercare, nel corso del tavolo di incontro con le organizzazioni sindacali, tutte le opportunità alternative.
Piemonte, primo bilancio del fondo per le vittime del lavoro
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Hanno finora ottenuto il risarcimento 122 famiglie
Sono 122 le famiglie di vittime di incidenti sul lavoro, accaduti in Piemonte dal 1° gennaio 2007, che hanno ottenuto finora il risarcimento previsto dal fondo regionale istituito subito dopo la tragedia della Thyssenkrupp. La cifra erogata ammonta complessivamente a circa 1,2 milioni di euro.
Sono questi i primi risultati dell’applicazione della l.r. n.25/2007 “Fondo di solidarietà a favore dei familiari delle vittime di incidenti sul lavoro”, presentati l’11 febbraio a palazzo Lascaris dal presidente del Consiglio regionale, Davide Gariglio, dall’assessore al Welfare, Teresa Angela Migliasso, e dai direttore regionali dell’Inail, Pietro Spadafora, e dell’Agenzia Piemonte Lavoro, Aldo Dutto.
Il regolamento attuativo approvato dalla Giunta ha stabilito che destinatari dei contributi siano il coniuge, i figli, i componenti della famiglia anagrafica nonché il coniuge separato; in mancanza dei familiari appena elencati sono beneficiari i genitori e in subordine i fratelli e le sorelle. Il contributo per ogni evento luttuoso riconosciuto dall’Inail è di 10.000 euro, erogati per conto della Regione dall’Agenzia Piemonte Lavoro. Per snellire la procedura e garantire l’informazione ai potenziali destinatari è stato firmato tra Regione e Inail un protocollo d’intesa che prevede la tempestiva comunicazione da parte dell’istituto dei dati relativi ai superstiti delle vittime di infortuni mortali all’Agenzia Piemonte Lavoro, che a sua volta si mette in contatto con i familiari.
Le morti sul lavoro sono state 92 nel 2007 e 63 nel 2008 per un totale di 155 vittime, di cui 145 uomini e 10 donne e 26 stranieri. I potenziali beneficiari del contributo regionale sono stati 148 (sono stati esclusi dall’iniziativa i familiari delle vittime ThyssenKrupp, in quanto già destinatari di un contributo di pari importo a carico del bilancio regionale). Sono stati erogati sinora 122 contributi per un totale di 1.220.000 euro. Dei restanti 26 potenziali beneficiari, 4 domande sono ancora in fase istruttoria, in 9 casi non sono pervenute domande e per 13 eventi luttuosi recenti non è ancora stata presentata la domanda. I destinatari sono stati nel 70% dei casi il coniuge/convivente, nell’11% il coniuge/convivente con figli, nel 7,4 % i figli, nel 4,1% fratelli/sorelle e nel 2,5% i genitori.
“Con questa iniziativa – ha dichiarato l’assessore Migliasso – abbiamo voluto dare un segnale di solidarietà, ma anche un piccolo sostegno concreto alle famiglie che hanno vissuto la tragedia di un familiare deceduto sul lavoro. Questo intervento non ha comunque diminuito l’impegno della Regione per accrescere la sicurezza del lavoro e combattere il dramma delle morti bianche, così come ci dimostrano gli ultimi dati su questo fenomeno, che segnalano una significativa riduzione degli incidenti dal 2007 al 2008. Tutti i morti sul lavoro, anche quelli che hanno meno spazio sui media, sono eroi civili – ha aggiunto – e devono avere un riconoscimento simbolico e un risarcimento economico”.
Guarda il filmato su http://www.regione.piemonte.it/audiovideo/index.htm
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